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Domenica 19 Novembre 2017 | 19:04

costruzioni

Ok al concordato, salvi
330 posti della Matarrese

I creditori potranno recuperare il 35 % delle spettanze

Ok al concordato, salvi 330 posti della Matarrese

BARI - La Salvatore Matarrese, storica impresa di costruzioni pugliese, può rinascere dalle sue stesse ceneri. Il Tribunale di Bari ha infatti omologato il concordato preventivo che l’azienda aveva richiesto a giugno del 2014, proprio al culmine di una crisi del comparto che aveva fatto emergere debiti per quasi 250 milioni di euro. Ora però l’ok dei giudici consente di girare pagina. Le attività nel settore degli appalti pubblici potranno infatti proseguire attraverso la «newco» Matarrese srl: la newco ha in portafoglio lavori per circa 200 milioni. I debiti della vecchia Salvatore Matarrese verranno invece soddisfatti dalla liquidazione degli asset, tra cui figurano suoli edificabili (c’è, a cascata, anche Punta Perotti) e proprietà anche molto importanti valutate 149,7 milioni: sommando anche i 5 milioni per la vendita del ramo d’impresa, significa che i creditori non privilegiati otterranno il 35% delle somme vantate.

Questa proposta (elaborata con l’assistenza dell’advisor Studio Pellecchia di Bari e degli avvocati Di Gravio, De Luca, Liantonio e Maggio) ha ottenuto il voto positivo del 94% dei creditori, che la hanno evidentemente ritenuta più favorevole rispetto a un fallimento: il concordato dovrebbe consentire la liquidazione entro cinque anni, anche se per alcuni beni i commissari giudiziali hanno segnalato che i tempi potrebbero essere lunghi. I giudici baresi hanno però considerato la proposta congrua sotto il profilo giuridico, superando in particolare anche le perplessità che erano state segnalate dalla Procura di Bari che ha aperto un fascicolo a proposito dei rapporti tra la Salvatore Matarrese e la As Bari, la società di calcio di famiglia. In sostanza, già dalla proposta di concordato e poi dalla relazione dei commissari giudiziali Fabio Di Cagno e Nicola Notarnicola era emerso che negli anni fino al 2013 la squadra di calcio era rimasta in vita grazie alle garanzie prestate dall’impresa: dunque, in questo senso, il pallone ha aggravato la crisi aziendale. Tuttavia, scrive il Tribunale, «il sostegno finanziario garantito alla partecipata negli ultimi anni, in particolare nel periodo a ridosso della manifestazione dello stato di crisi, troverebbe giustificazione nella esigenza di garantire l’iscrizione al campionato cadetto dell’As Bari e quindi di preservare il valore della partecipazione nella prospettiva della vendita della medesima». Dalla famiglia Matarrese trapela soddisfazione per la conclusione della procedura che consente anche di dare certezze a circa 330 dipendenti. La newco – è detto in una nota del gruppo – «proseguirà l’attività d’impresa al di fuori della procedura di concordato salvaguardando la prosecuzione di tutti gli appalti in corso e dei lavoratori impegnati nell’azienda, considerando superato il periodo della crisi aziendale».

m.scagl.

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