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Abbattono quasi duecento pini perché li giudicano «pericolosi»

Ma l'operazione desta sconcerto. Nessuno studio scientifico

ANGELO MORIZZI

BERNALDABernalda e Metaponto sono interessate da una severa opera di restyling, che riguarda le essenze arboree ornamentali presenti sul territorio comunale. Dopo l’eliminazione di decine di palme, attaccate dal punteruolo rosso, in questi giorni sono stati abbattuti, in varie zone del paese, numerosi pini marittimi monumentali, ritenuti pericolosi per la pubblica incolumità come recita un’ordinanza dirigenziale del 25 febbraio.

Dal Municipio fanno sapere che saranno presto sostituite da piante di diverso genere. Tuttavia, tra i cittadini, c’è una certa aria di sconcerto, che si è trasformata, immediatamente, in spirito polemico. Il consigliere indipendente di minoranza Nicola Caputi, in una lettera inviata a Comune, Regione e Soprintendenza dei Beni ambientali, denuncia che «l’ordinanza non esplicita, in maniera puntuale, le motivazioni che hanno indotto all’abbattimento dei pini marittimi.

Manca – secondo l’ex assessore – un esame dettagliato della posizione, dello stato di salute dei pini, con riferimento ad altezza, spessore del tronco, chioma e distanza dall’edificato. Oltre che uno studio approfondito di specialisti, su stabilità ed eventuale precario stato vegetativo delle piante». Caputi definisce «riduttiva e carente, la motivazione dell’ordinanza su “un sopralluogo della tecnostruttura comunale, che ne ha riscontrato i pericoli”. Gli alberi hanno subìto, l’anno scorso, da parte del Comune, una potatura molto spinta, che ha determinato un aumento significativo di altezza, probabilmente non proporzionata alla mole della pianta stessa. Perciò se la pianta si fosse trovata in condizioni vegetative precarie, si sarebbe provveduto, già in quella sede, all’abbattimento. Che ora, invece, mortifica l’aspetto estetico della cittadina».

Caputi imputa alla Giunta Tataranno «di non aver notificato l’intervento all’Ufficio Ambiente regionale e alla Soprintendenza, aggirando l’autorizzazione paesaggistica e trincerandosi sull’urgente salvaguardia della pubblica incolumità»- L’intervento ha interessato l’intero abitato cittadino, con l’abbattimento d quasi tutti i pini presenti. «Meglio sarebbe stato – sostiene l’esponente di minoranza – elaborare un progetto organico di valorizzazione e manutenzione del patrimonio arboreo, da sottoporre alla collettività locale. Magari prevedendo più fasi, dall’estirpazione alla piantumazione. Al fine di salvaguardare il ciclo vegetativo e l’impatto visivo, che appare, ora, molto vicino alla desertificazione».

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