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Dopo l'intervento
torna in carcere Fabio Riva

Nel gennaio scorso l’industriale era stato trasferito dal carcere di Taranto, dove era detenuto dal giugno 2015, in una struttura sanitaria specializzata di Milano

Fabio Riva tratto in arresto

TARANTO - Si appresta a rientrare nel carcere milanese di Opera dopo essere stato sottoposto, una decina di giorni fa in un ospedale del capoluogo lombardo, a un intervento chirurgico per un tumore Fabio Riva, di 61 anni, ex vicepresidente dell’Ilva e vicepresidente di Riva Fire, uno dei 47 imputati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul disastro ambientale di Taranto. Lo apprende l’ANSA da uno dei suoi legali, Nicola Marseglia. Riva è accusato di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele suoi luoghi di lavoro, alla corruzione, al falso e all’abuso d’ufficio.

Nel gennaio scorso l’industriale era stato trasferito dal carcere di Taranto, dove era detenuto dal giugno 2015 (si era consegnato agli inquirenti dopo due anni e mezzo di latitanza), in una struttura sanitaria specializzata di Milano per sottoporsi ad accertamenti e poi condotto al carcere di Opera. Qualche giorno fa il rientro nella clinica per l’intervento chirurgico.
«Nelle prossime ore - aggiunge Marseglia - sarà trasferito nuovamente nel carcere di Opera e poi sarà pianificato il ciclo di chemioterapia o radioterapia. Il 29 marzo sarà discusso il ricorso al Riesame sulla custodia cautelare dopo il rinvio degli atti dalla Cassazione».

Sui social network la notizia dell’operazione cui è stato sottoposto viene commentata in modo irriverente da centinaia di ambientalisti e cittadini che ricordano la frase intercettata dagli inquirenti quando l’industriale disse: «Due casi di tumore in più all’anno, una minchiata».

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