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paura ad oppido

«Eliche spezzate
in volo per 30 metri
sulle nostre teste»

A Castelsaraceno ci sono stati casi di eliche volate via e piombate nei campi. Oggi l’ennesima segnalazione

pale eoliche spezzate

Pale eoliche spezzate

di PINO PERCIANTE

OPPIDO LUCANO - La storia si ripete. E tornano gli interrogativi sulla sicurezza degli impianti montati a ridosso di strade ed edifici. Nell’edizione di ieri abbiamo segnalato, su input del segretario regionale di Radicali lucani, Maurizio Bolognetti, la rottura di una pala eolica vicino al Monte Alpi, nel territorio di Latronico. Pezzi «dondolanti» che incutono paura. Da qui la denuncia di Bolognetti ai carabinieri per chiedere un intervento che, per la verità, era stato sollecitato al sindaco già il 13 febbraio scorso da una nota della Polizia locale. «E’ sconcertante e inaccettabile – dice Bolognetti - che il sindaco abbia atteso oltre 15 giorni per emettere un’ordinanza e che lo abbia fatto per l’ennesima volta a seguito di una mia segnalazione ai carabinieri». E ancora «bisognerebbe anche interrogarsi sulla qualità e su chi collauda questi aerogeneratori». Il caso non è isolato. Già nelle settimane scorse lo stesso Bolognetti si era occupato della situazione a Castelsaraceno, con eliche volate via e piombate nei campi. Oggi riceviamo l’ennesima segnalazione: questa volta lo scenario è quello di Oppido Lucano.

Un nostro lettore della zona, Francesco Lioi, sottolinea la presenza di aerogeneratori a meno di 50 metri da un capannone industriale con 4 attività commerciali: «Anche qui - ci scrive Lioi che correda la sua nota con alcune foto - è accaduto che un’ala si è spezzata. Avevamo più volte contattato l’azienda evidenziando che anche senza un forte vento la pala girava in maniera esagerata, ma un ingegnere della società ci ripeteva sempre di non preoccuparci». E invece è accaduto ciò che i cittadini temevano: «Parte dell’elica ha fatto un volo di 30 metri sulle nostre teste». Fortuna che non ha impattato contro i capannoni. 
Si ripropone così il tema della sicurezza di questi impianti che spesso, come la Gazzetta ha avuto modo di documentare nei mesi scorsi, sorgono a ridosso di abitazioni.

L’ultimo caso arriva da contrada Bandito Ciciniello di Potenza. In una lettera inviata al sindaco De Luca, alla Polizia locale, al Corpo Forestale dello Stato e alla Procura, i cittadini segnalano che sono cominciati i lavori di installazione di numerosi impianti di mini eolico sulle falde del Monte Li Foi. Secondo i firmatari della lettera siamo di fronte a un impatto paesaggistico devastante, in una delle zone vicino all’oasi del lago Pantano. Gli impianti, secondo i cittadini, sarebbero tutti riconducibili ad uno stesso operatore, che in tal modo starebbe aggirando la normativa che prevede procedure autorizzative più complesse per impianti superiori ai 60 Kw.

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