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«La biblioteca è sporca
allora la puliamo noi»

Un gruppo di studenti armati di scope e secchi ha ripulito il cosiddetto “soppalco”, luogo di studio degli universitari materani. Si fanno chiamare i “Manici di scopa”

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I «Manici di scopa»

MATERA - Bravi. Bravissimi. Conoscono i problemi della Biblioteca Tommaso Stigliani e vogliono dare una mano, come possono, a risolverli. «Metti una mattina di febbraio e sette studenti in una biblioteca...», scrive Veronica Mestice. È il racconto delle pulizie fatte dagli studenti nel "soppalco" della Biblioteca, occasione per riflettere sugli spazi dove poter studiare a Matera. «Le chiamavano “pulizie di primavera”. Eppure - va avanti la descrizione - stanno diventando routinarie nella Biblioteca dove un gruppo di studenti armati di scope e secchi ha ripulito il cosiddetto “soppalco”, luogo di studio degli universitari materani (ebbene sì esistono!), sempre più infestato da acari e polvere. I “Manici di scopa” (questo il nome del gruppo) hanno voluto occuparsene personalmente».

«Visto che l’estate scorsa alcuni di noi hanno sviluppato delle dermatiti in seguito al contatto della pelle con tavoli e sedie, ci siamo dati da fare», ha affermato un componente del gruppo. «Ennesima grana per quanti optano per lo studio nella Biblioteca, che non è all’altezza degli standard europei. Qualche esempio? Orari scomodi, chiusura del venerdì e del sabato pomeriggio. Ospitata nello storico Palazzo dell’Annunziata, con un affaccio sulla piazza principale di Matera, è sicuramente un fiore all’occhiello del Mezzogiorno con i suoi 250.000 volumi. Ma c’è una pecca. Gli orari di apertura: lunedì-giovedì 8.30-18.30, venerdì-sabato 8.30-13.30. Non è tutto. Riscaldamento e condizionatore non sempre funzionanti. Inoltre, per mesi non è stato possibile acquistare libri, giornali e riviste. Se a questi fattori aggiungiamo anche la scarsa pulizia, “il piacere” di studiare può diventare un incubo».

Il problema c’è, ed è più complesso. «Nella città Capitale della Cultura - conclude la cronaca dei giovani universitari - tra presidi culturali che dismettono la loro attività (vedi la Galleria di Porta Pepice), librerie che si trasferiscono (vedi la Libreria dell’Arco), B&b e bar che nascono quotidianamente, possiamo solo sognare di avere una biblioteca a misura d’Europa. Perché se siete a Matera in un venerdì pomeriggio e avete voglia di studiare, alla domanda “dove?” non c’è una risposta? Perché nelle città universitarie italiane ci sono le aule studio e a Matera no? Forse perché Matera non è (ancora) una città universitaria? Ma tornando al problema iniziale, la questione è sostanziale: stiamo parlando di una biblioteca, che fornisce servizio di lettura, ma non si tratta di un’aula studio. Ecco, appunto. Matera non ha aule studio liberamente fruibili dagli studenti».
Per fortuna loro non mollano. Hanno tante idee. E se li ascoltassimo?

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