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non solo cure

Le malate oncologiche
e i sorrisi da recuperare

Nelle “stanze del sorriso” le donne, seguite da psicologi, medici, nutrizionisti, volontarie dell’associazione Iris, ritrovano la loro femminilità con il trucco, la cura dei capelli, la scelta della parrucca

cure estetiche

MATERA - L’aspetto psicologico delle pazienti che devono affrontare i problemi oncologici. Spesso si cura la malattia, ma poco si fa per attenuare il disagio derivante dalle particolari terapie e dagli interventi che incidono pesantemente sull’aspetto fisico e creano disagio, soprattutto nelle donne.
Vengono così tirate in ballo la femminilità, la maternità, la sessualità, l’immagine sociale. Il passo ad uno stato di depressione e sfiducia è, non di rado, frequente.
Abitudini, stili di vita sono stravolti dalla malattia dopo la chemioterapia o le operazioni al seno.
Per cercare di attenuare questi disagi c’è il progetto “La stanza del sorriso”, che in Basilicata è in fase di attuazione al Crob-Irccs di Rionero e negli ospedali di Matera e Policoro.

Rosa Gentile, vicepresidente nazionale Confartigianato, che sostiene l’iniziativa, spiega che «vedersi bene per sentirsi meglio è, in sintesi, l’obiettivo di un insieme di attività che coinvolgono diverse associazioni femminili e non, creando una rete di volontariato. Tra le protagoniste ci sono le nostre associate a Confartigianato, estetiste, parrucchiere che gestiscono il progetto "T'insegno un trucco" aiutando molte pazienti oncologiche a recuperare il proprio benessere psicologico e l'autostima per il proprio aspetto estetico, messi a dura prova dalla malattia».

Nelle “stanze del sorriso” le donne, seguite da psicologi, medici, nutrizionisti, volontarie dell’associazione Iris, ritrovano la loro femminilità con il trucco, la cura dei capelli, la scelta della parrucca. «Una delle prime cose che chiedono le donne quando viene data loro la diagnosi di tumore - fa presente Gentile - è se perderanno i capelli, un elemento di preoccupazione che incide profondamente sulla loro vita e che quindi non potevamo più ignorarlo».
Il progetto avviato grazie ad un’intesa tra Fidapa, Asm, associazione Iris Basilicata per creare uno spazio per il benessere psico-fisico delle pazienti oncologiche, attraverso una serie di consigli estetici, è entrato in una nuova fase. I volontari riescono a fare di tutto, sistemare i foulard con un tocco di eleganza, adattare le parrucche ai lineamenti del viso e perfino applicare la tinta ai capelli. Nell’angolo della stanzetta c’è un espositore con dei prodotti per il make-up donati appositamente per la causa e qualcuno ha portato delle parrucche di cui non ha più bisogno. Ma la stanza del sorriso è soprattutto un luogo di relazioni dove le singole esperienze s’intrecciano, si discute e si cercano soluzioni, ci si scambia consigli, si cura l’anima e il corpo.

«Si vuole offrire alle donne soprattutto un sorriso che, nel caso specifico, vale più di ogni altra medicina - dice Gentile - . È un progetto nato con l'obbiettivo di addolcire la permanenze delle donne in un ambiente, quello ospedaliero dove troppo spesso, solitudine e tristezza prendono il sopravvento anche sulle personalità più forti che poi quando tornano a casa avvertono comunque la solitudine.
Non c’è migliore soddisfazione per chi fa questo lavoro volontario di ascoltare le donne che frequentano le “stanze del sorriso” affermare di sentirsi di nuovo donna, di essere tornate alla loro bellezza». Iris Basilicata è un’associazione di volontariato attiva dal 2007. Sperimenta nuove modalità per la corretta divulgazione delle opportunità di prevenzione e cura dei tumori femminili offerte dalla ricerca. [e.s.]

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