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Pronti al furto in chiesa
ma trovano i carabinieri

Gli investigatori erano in allarme per i furti nelle chiese che, da un paio di mesi, si sono fatti sempre più frequenti. Furti di denaro e di oggetti sacri commessi da una banda che agisce di notte e fugge senza lasciare traccia

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di GIANFRANCO LATTANTE

NEVIANO - Capuccio in testa e grimaldello in mano tentano l’assalto notturno nella chiesa. Dietro al cancello, però, trovano i carabinieri. E per tre casaranesi scattano le manette. In carcere sono finiti per tentato furto e per il possesso di armi e munizioni, ma su di loro aleggia il sospetto che possano avere a che fare con altre razzìe nelle chiese.
Gli arrestati sono Emanuele Zompì, 25 anni, Lucio Parrotto, di 26, e Luigi De Micheli, 23, tutti di Casarano e già noti alle forze dell’ordine.
L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Maglie insieme con i militari della stazione di Neviano e della Compagnia di Gallipoli.

Gli investigatori erano in allarme per i furti nelle chiese che, da un paio di mesi, si sono fatti sempre più frequenti. Furti di denaro e di oggetti sacri commessi da una banda che agisce di notte e fugge senza lasciare traccia.
Di recente, però, l’attività investigativa ha registrato un’accelerata. Sono state raccolte indicazioni interessati e sono maturati i primi sospetti. Sono scattati i pedinamenti e giunte alcune imbeccate. L’ultima ha messo i militari sulle pista giusta. I carabinieri, infatti, sono venuti a sapere che sarebbe stato messo a segno un furto in una chiesa nel territorio della Compagnia di Gallipoli. La segnalazione non è stata trascurata. Ed è scattata la trappola.

Verso la mezzanotte tre malviventi, incappucciati con passamontagna, con guanti, torce, cacciaviti e grimaldello, hanno scavalcato la recinzione della chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Neviano. Si sono diretti verso il portone d’ingresso. Ma il tentativo di forzarlo è stato interrotto dai carabinieri che sono usciti allo scoperto ed hanno bloccato i tre. Uno di loro, Zompì, aveva con sè un coltello a serramanico che è stato sequestrato insieme a tutti gli attrezzi. Le perquisizioni sono state estese anche alle abitazioni. E, alla fine, è stato sequestrato un piccolo arsenale. A casa di Emanuele Zompì sono state trovate: una pistola tipo colt marca “Bruni automatic” calibro 8 priva di matricola, modificata ma non funzionante poiché danneggiata e undici cartucce calibro 7,65. In casa di Lucio Parrotto i militari hanno trovato una pistola dello stesso tipo, modificata con canna calibro 7,65, funzionante, con il caricatore inserito contenente tre cartucce dello stesso calibro ed una busta in cellophane contenente altri 11 proiettili.
Il materiale è stato sequestrato. Le perizie accerteranno se le armi siano state impiegate in azioni criminose. Intanto si sta scavando per verificare se il terzetto abbia a che fare con gli altri furti nelle chiese.

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