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storia dimenticata

Ecco la «nonna»
della Basentana

La «Strada degli stranieri», ha origine sul litorale Jonico, all’altezza dell’antica Metapontum e termina a Paestum sul mar Tirreno

vecchia strada lucana

POTENZA - Individuata la «Strada degli stranieri» che collegava Metaponto a Paestum (Ionio al Tirreno). È stata tracciata grazie al lavoro appassionato e meticoloso del lucano  Mimmo Saracino, restauratore con la passione della ricerca sull'antica viabilità. La ricerca è stata pubblicata sull’ultimo numero della rivista «Leukanikà» del circolo culturale «Silvio Spaventa Filippi» (fondazione premio letterario Basilicata).
La «Strada degli stranieri», ha origine sul litorale Jonico, all’altezza dell’antica Metapontum (oggi Metaponto, frazione di Bernalda, nel materano) nota città della Magna Grecia e taglia completamente la Basilicata da Est ad Ovest per raggiungere l’altra antica città Paestum (provincia di Salerno), entrambe fondate intorno al VII sec. a.C.da coloni Achei provenienti dalla Grecia. All’occhio attento non sfugge che il percorso, ricostruito da Mimmo Saracino (nelle foto), è quasi completamente in Basilicata. Per essere più meticolosi la «Strada degli stranieri» è un’arteria che interessa l’intera Lucania antica. Si tratta di un tratturo utilizzato per la transumanza ed è grazie agli studi sugli spostamenti dei pastori in antichità che questa «strada» è stata tracciata. 
L’arteria prende il nome dai «greci» che percorrevano l’itinerario da una costa all’altra. I «greci» erano denominati «stranieri». Detto toponimo è ancora riscontrabile sulle mappe di impianto catastali di vari comuni attraversati. È sufficiente pensare all’origine e alla fine di questa strada per capire quanta importanza ha avuto quest'arteria nei secoli.

Le antiche città greche di Metaponto e Paestum erano collegate tra di loro grazie a questo «tratturo». Tuttavia la strada attraversa anche aree romane ed insediamenti molto noti diversi secoli prima di Cristo ed in particolare siti fortificati dell'antica Lucania. L’area della Torre di Satriano, per esempio, è completamente tagliata da questa strada ma ne sono interessati anche  altri siti molto importanti, come Serra di Vaglio, Civita di Tricarico, Serra del Cedro, Atena Lucana e Roscigno (Monte Pruno) nel Cilento. Lungo il percorso, dunque, i luoghi trasudano storia antica grazie al percorso che si snoda da un «crinale» all'altro attraversando vetusti  insediamenti, dandoci il senso di come, prima gli indigeni e poi i lucani, si siano  insediati e fortificati a ridosso di questa arteria in funzione dei traffici che da lì transitavano.
Il percorso, di circa 200 chilometri, per tutto il tratto lucano ha rappresentato una importante arteria di transumanza che dalle montagne della Sellata, Rifreddo, monte Li Foi conduceva alla cosiddetta «Marina» sulla costa ionica tra Metaponto, Ginosa e Laterza.

Da oriente ad occidente, dunque, se volete anche viceversa per ripercorrere una delle più importanti vie della cosiddetta «transumanza orizzontale»  (si oppone a quella «verticale» che vede le greggi spostarsi dalla pianura alle alture circostanti a breve e medio raggio). Oggi l’arteria è composta alternativamente da strade sterrate e asfaltate, attraversa suggestivi paesaggi, costeggiando la valle del Basento… ma con una visuale anche su quella Bradanica nel territorio di Tricarico, con panorami mozzafiato. Attraversa i boschi di Fonti toccando l’antico centro fortificato lucano di Civita, si dirige verso Ovest e nei pressi dell’altro insediamento fortificato lucano di Serra di Vaglio scende verso il capoluogo Potenza, costeggiando l’antico ponte di S.Vito (di probabile origine romana).
L’itinerario costeggia la superstrada fino a Tito scalo lungo la vecchia statale per dirigersi verso l’importante sito archeologico di Torre di Satriano. Da qui verso la Campania attraverso Atena Lucana, Vallo di Diano, Roscigno (anche qui sito fortificato Lucano) e attraverso i monti cilentani arriva all’antica Paestum sulla costa tirrenica.

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Commenti all'articolo

  • Archeoparco

    Archeoparco

    03 Marzo 2016 - 19:07

    Integrazione: Stavo parlando di Achei diventati commercianti portando nel mio paese delle "pignatelle" finemente decorate per uso corredo funebre, prendendo sulle alture metallifere del Serino oggetti in acciaio per lavoro: picconi, scalpelli, mazze spacca pietre e armi. Il punto più alto tra i due versanti è Cosilinum, di qui la via del Sale in discesa verso Elea, la Città di Parmenide e Paestum

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  • Archeoparco

    Archeoparco

    29 Febbraio 2016 - 19:07

    Oggi come ieri o tremila anni fa nessuno preferisce una strada lunga ad una più corta ed anche più pianeggiante. Cominciando dagli sbarchi degli Achei, che erano anche commercianti, quindi portavano e prendevano oggetti, preferivano Policoro ed il fiume Agri, in parte navigabile. Dopo un giorno si era a Grumentum, distante da COSILINUM solo 14 km. e da qui tutta discesa fino a PAESTUM = 150km.

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    • mimmo

      02 Marzo 2016 - 17:05

      Da cosilinum a paestum tutta discesa?.....e' fantastico! Non penso sia proprio cosi'. Non ti risulta che tra gli achei metapontini e i greci di siris v'erano ''grossi''conflitti? Tutti i siti lungo questa arteria con evidenti testimonianze di manufatti provenienti dalle due colonie achee....ci tolgono tutti i dubbi! Cari saluti

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      • mimmo

        02 Marzo 2016 - 19:07

        P.S.[Tutti i siti lungo questa arteria" ...], è riferito alla "strada degli stranieri"

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  • Nicola

    28 Febbraio 2016 - 18:06

    La antiche strade della Lucania e della transumanza erano percorse a piedi. Oggi è improponibile un percorso a piedi lungo strade asfaltate; sarebbe interessante la proposizione di alcuni sentieri che, collegando diversi siti di notevole interesse, possano essere percorsi con sicurezza ed in assistenza con punti di sosta e possibilità di pernotto. E' un sistema da sperimentare facendo rete.Nicola

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