Cerca

L'accordo

Pomodoro, il distretto
torna a casa a Foggia

Il distretto verrà ospitato nella sede legale della Camera di commercio, la Capitanata diventa così centrale nel progetto

Pomodoro, il distrettotorna a casa a Foggia

di MASSIMO LEVANTACI

FOGGIA - Nuova vita per il Distretto del Pomodoro che a due anni dalla nascita si trasferisce da Napoli a Foggia, accogliendo le richieste di gran parte del mondo agricolo. Il distretto verrà ospitato nella sede legale della Camera di commercio, la Capitanata diventa così centrale nel progetto: il suggerimento e la disponibilità offerte dal presidente dell’ente camerale Fabio Porreca ospitando la prima, storica, assemblea delle Organizzazioni di prodotto lo scorso 17 febbraio viene così ampiamente recepito dall’Anicav, l’organizzazione delle industrie di trasformazione del Centro-Sud che due anni fa fu l’anima della nascita del distretto salvo poi suscitare polemiche di «centralismo» e defezioni pesanti culminate nell’«ammutinamento» di sette Op la scorsa estate. Il trasferimento a Foggia è una mossa strategica particolarmente apprezzata dalle Op, se consideriamo che nell’agosto scorso – in piena campagna di raccolta – sette organizzazioni foggiane avevano abbandonato il distretto sconfessando apertamente l’operato dei dirigenti “napoletani” che avevano costruito il distretto a misura della forte componente industriale. Ora assistiamo invece a un ritorno di fiamma per Apo Foggia, Apom, Assodaunia, Conapo, Fimagri, Gea Fruit e La Palma che riposiziona il distretto in Capitanata collocandolo nell’alveo storico della produzione del pomodoro che da più di quarant’anni rappresenta il bacino produttivo più imprtante al Sud con una media di 18 milioni di quintali. «Per noi è come se si ripartisse da zero – commenta Giuseppe Grasso, presidente di Apo Foggia – del distretto abbiamo tutti bisogno se funzionasse come dovrebbe. Finora non è stato così, ora ci auguriamo che venga ripensato e gestito con una mentalità più bilanciata».

Molta parte del riposizionamento del distretto – e in un certo senso dell’Anicav – si deve anche al ruolo svolto dalle due regioni, Puglia e Campania, per la prima volta parte attiva al tavolo del Pomodoro, un’economia che sviluppa per la provincia di Foggia un “fatturato” stimabile in 250 milioni di euro. All’ultima assemblea del distretto tenuta ad Angri qualche giorno fa c’erano l’assessore all’Agricoltura pugliese, Leonardo Di Gioia, e il Consigliere delegato all’Agricoltura della Campania, Franco Alfieri.
«Gli assessori – si legge in una nota del polo distrettuale - si sono impegnati a sottoscrivere, a breve, un documento di intenti che preveda, tra l’altro, un accompagnamento ed un sostegno al Distretto e al comparto attraverso un’azione di coordinamento delle politiche regionali». In pratica, Di Gioia ha chiarito di essere pronto a investire sulla filiera «i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale», in cambio di un riposizionamento del distretto e del ruolo della produzione agricola. Parole convincenti, la risposta non si è fatta attendere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400