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migranti

Grandi manovre
al porto di Taranto

L’ormai «ex» parcheggio, dunque, è quasi pronto per accogliere gli immigrati in fuga dai territori di guerra e miseria

lavori al porto di Taranto

di ALESSANDRA CAVALLARO

TARANTO - L’hotspot sta sorgendo sul parcheggio davanti al varco Nord del porto di Taranto. Si tratta del nuovo centro per l’identificazione dei migranti chiesta dalla Ue. I lavori sono stati affidati a una ditta di Trepuzzi che ha vinto la gara gestita da Invitalia in qualità di Centrale di committenza, per conto del ministero degli Interni. Sulla carta i lavori sono cominciati il 27 gennaio e si concluderanno il 1° marzo. L’importo complessivo per la «Fornitura e posa in opera, comprensiva di trasporto, installazione, montaggio e manutenzione per l’ampliamento delle strutture di attendamento per l’accoglienza migranti presso il porto di Taranto» è di poco più di novecento mila euro. Sul parcheggio, circa diecimila metri quadrati, stanno sorgendo aree di accoglienza, alloggi e mensa, nonché uffici e locali medico sanitari. Tutte strutture mobili; c’è un primo modulo composto da una decina di prefabbricati e un secondo dove è sorta una grande tendostruttura, e alle spalle le più note tende blu che fungeranno da dormitorio. Potranno essere accolti circa trecento migranti.

L’ormai «ex» parcheggio, dunque, è quasi pronto per accogliere gli immigrati in fuga dai territori di guerra e miseria. Una volta terminati i lavori, l’intera area dovrà passare da un collaudo generale, presumibilmente la prossima settimana. A breve sarà predisposto l’iter per la gara di affidamento dell’hotspot, che dovrebbe prediligere cooperative o associazioni che già hanno operato con i migranti. Resterà in mano alla Prefettura il coordinamento, e a sostegno ci saranno, come già avvenuto in passato, Comune di Taranto, direzione Servizi sociali, Protezione Civile, Asl, 118, Croce Rossa. Presumibilmente entro i primi 15 giorni del mese di marzo, l’hotspot sarà operativo. L’area scelta, a ridosso del varco nord del porto, è di fatto lontana dal centro abitato, così come già anticipato dallo stesso sindaco Stefàno.

L’hotspot sarà aperto in base all’arrivo delle navi, quindi da un minimo di 48 ad un massimo di 72 ore. Poi sarà chiuso e resterà a disposizione per il successivo sbarco. In linea con le direttive ministeriali. Gli hotspot sono i nuovi centri chiesti dall’Europa per gestire meglio i flussi migratori, consentendo operazioni snelle di prima assistenza e identificazione (fotosegnalazione e raccolta d’impronte digitali). Il ministero dell’Interno prevede per la prossima primavera addirittura «un’impennata degli sbarchi». Da qui anche la necessità, quest’anno, di non farsi trovare impreparati. Quello previsto a Taranto si aggiungerà alle analoghe strutture già attive a Lampedusa, Pozzallo e Trapani. Attualmente, ha reso noto il Viminale, sono quasi 120mila gli immigrati ospitati nelle strutture di accoglienza. Possibile che servano ulteriori 30mila posti in modo da garantirne complessivi 150mila. Finora gli arrivi si sono attestati su un livello leggermente inferiore a quelli dello scorso anno, ma il Viminale si sta preparando per numeri che alla fine non saranno lontani da quelli registrati nel 2015 e nel 2014. Ed è proprio basandosi su questi numeri che è partito, in settimana, il confronto con Regioni e Comuni, per la stesura del piano di accoglienza 2016.

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