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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:15

a bari

Premio nobel tunisino
«Il terrorismo
non si vince con la guerra»

Abdelaziz Essid: non esiste la possibilità di dialogare con l’Isis. «Io non parlo - ha tuonato - con chi brucia persone vive»

Abdelaziz Essid

Abdelaziz Essid

BARI - Non ha nulla da rimproverare a Renzi «che ha dovuto per forza concedere le basi di Sigonella a Obama per far decollare i droni che bombarderanno la Libia», ma Abdelaziz Essid, membro del 'Quartetto del Dialogo Nazionale Tunisino' insignito del Nobel per la pace 2015, è convinto che «non sia la guerra la via per vincere il terrorismo», ma si può riuscire a «vivere continuando ad amare la cultura, la musica, il teatro: è così che si combatte il terrorismo».
Essid ne ha parlato stasera a Bari, intervenendo alla presentazione del convegno, in programma domani, su 'Avvocatura e impresa protagonisti della democrazia'. Con lui c'era anche Mohamed Ben Cheikh, altro membro del quartetto di associazioni cui è stato assegnato, non era mai successo prima, il premio Nobel. Essid ha poi lanciato un appello all’Italia ad avere un ruolo attivo nella lotta al terrorismo. «Dovete aiutare la Tunisia, non sperare che ce la facciamo da soli». Perchè, ha rilevato, «i profughi che fuggiranno dalla Libia ve li ritroverete alle vostre frontiere».

Essid ha ricordato che la Tunisia già una volta ne ha accolti un milione e 800mila e «lo rifaremo se sarà necessario: i libici - ha sottolineato - possono venire da noi, studiare con noi, mangiare con noi. Noi non chiuderemo le frontiere. Non abbiamo mezzi ma non importa, divideremo quel poco di pane che c'è». Poi, tornando sulla necessità di non usare la forza per contrastare il terrorismo, Essid si è commosso ricordando che la guerra in Iraq e in Siria non ha risolto nulla.

«La Siria non esiste più - ha detto - è stata distrutta e 220mila civili sono stati uccisi. Lo stesso accade quando si bombarda la Libia: per un terrorista morto ci sono diversi civili che perdono la vita, tra cui donne e bambini». Per Essid, tuttavia, non esiste la possibilità di dialogare con l’Isis. «Per niente - ha tuonato - io non parlo con chi brucia persone vive» ma solo «con le parti non violente della Libia: l’Isis va tolto di mezzo, punto e basta».

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