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Dopo 13 anni

Torna a splendere
la cattedrale di Matera

La riapertura al culto, con la dedicazione dell’altare, è invece prevista per sabato 5 marzo, quando il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, aprirà anche la Porta dell’Anno Santo della Misericordia

cattedrale di Matera

Matera e la sua cattedrale

MATERA - Nel 2003 la chiusura a causa di alcuni crolli; ora, dopo 13 anni di restauri, a Matera (Capitale europea della Cultura per il 2019) è tornata all’antico splendore la Basilica Cattedrale, realizzata tra il 1230 e il 1270 a tre navate a crociera, con la facciata caratterizzata da un ampio rosone in stile romanico pugliese.
Nel pomeriggio, i lavori sono stati illustrati ai giornalisti e alle autorità dai responsabili e dai tecnici della Diocesi e delle Soprintendenze che hanno curato il restauro, mentre domani e domenica il Duomo (comunque oggi già affollato di turisti e fedeli) resterà aperto al pubblico.

La riapertura al culto, con la dedicazione dell’altare, è invece prevista per sabato 5 marzo, quando il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, aprirà anche la Porta dell’Anno Santo della Misericordia. Il nuovo arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, monsignor Giuseppe Caiazzo, sarà ordinato vescovo il 2 aprile a Crotone.

Durante i lavori - il cui costo totale ha superato i 6 milioni di euro e che hanno anche interessato il tetto, il sottotetto della navata centrale, i portali e il versante absidale - l’artista Andrea Sansone ha realizzato sull'altare maggiore alcuni arredi decorativi in cartapesta, della tradizione evangelica. Per l’altare e l’ambone sono stati realizzati tralci di vite con foglie in oro zecchino e per la cattedra vescovile il tralcio in alloro con foglie ricoperte dello stesso metallo. Il restauro ha inoltre portato alla riqualificazione dei cassettoni e degli altri elementi architettonici in stile Barocco. Saranno oggetto di successivi lavori i resti di due cappelle e di dipinti di epoca successiva, ritrovati nell’ottobre 2015, nel piano sottostante il pavimento che conduce alla sagrestia e dove è allocato il presepe in pietra policroma, scolpito nel 1534 da Altobello Persio. 

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