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Burkina Faso

Nella mattanza islamica
ucciso bimbo lucano
aveva solo nove anni

Michel Santomenna era figlio di Gaetano, 57 anni, proprietario del Cafè Cappuccino, uno dei locali attaccati dal commando di Al Qaida

Burkina Faso

Burkina Faso: caffè Cappuccino

di MASSIMO BRANCATI

BELLA (Potenza) - C’è un bambino originario lucano tra le vittime della strage di Al Qaida a Ouagadougou, nel Burkina Faso. Si tratta di Michel Santomenna, 9 anni, figlio di Gaetano, 57 anni, proprietario del Cafè Cappuccino, uno dei locali attaccati dal commando. L’imprenditore è di Bella (Potenza) e da anni, dopo aver vissuto con i genitori dal 1975 in Francia, si è trasferito nel Paese africano dove ha investito nel settore della ristorazione insieme alla giovane moglie ucraina, Victoria Yankovska, rimasta anche lei uccisa durante il sanguinoso blitz dei terroristi. Michel sarebbe stato colpito da schegge nel corso dell’attacco a colpi di mitragliatrici.
L’Unità di crisi, il console onorario a Ouagadougou e l’ambasciatore ad Abidjan, Alfonso Di Riso, che si è recato sul posto della «mattanza», hanno assistito da subito il ristoratore lucano: «L’Italia - fa sapere il Ministero degli Esteri - continuerà la propria azione affinché la comunità internazionale resti unita e intensifichi gli sforzi per contrastare la minaccia del terrorismo, che ancora una volta mostra il suo volto più disumano e crudele nel prendere di mira civili indifesi: uomini e donne di ogni nazionalità e, ancor più tragicamente, bambini».

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Matteo Renzi: «Da padre prima ancora che da presidente del Consiglio dei ministri, non ci sono parole per dire il dolore e il cordoglio di tutta l’Italia per questa morte, quella di una giovane vita recisa dall’odio». Renzi ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza direttamente a Gaetano Santomenna, contattato telefonicamente. Da Bella, suo paese di origine, hanno avuto modo di sentirlo anche i parenti (in Basilicata vivono cugini di parte materna) con cui il ristoratore, nonostante avesse lasciato il paese d’origine da diversi anni, manteneva rapporti. Il piccolo Michel, circa quattro anni fa, sarebbe stato portato dal papà proprio a Bella per conoscere il paese delle sue origini. Si sarebbero fermati una settimana prima di tornare in Francia, dove vivono ancora i nonni, e poi in Burkina Faso.

L’amministrazione comunale di Bella si stringe attorno alla famiglia Santomenna: «Stiamo vedendo di organizzare qualcosa in concomitanza con i funerali del piccolo. Ne parleremo con i parenti. Personalmente - dice il sindaco Michele Celentano - non conoscevo Gaetano ma la notizia dell’uccisione del figlioletto ha fatto subito il giro in paese dove il suo nome è stato immediatamente associato alla famiglia emigrata in Francia». L’esperienza francese di Santomenna è stata condivisa da Vito Travertino, amico d’infanzia di Gaetano: «Lui veniva spesso in Italia per acquistare le materie prime da portare nel suo ristorante. E ogni volta faceva una capatina a Bella. Con il piccolo e la moglie ucraina è venuto quattro anni fa. Sono profondamente addolorato».

Intanto è salito a 29 il numero dei morti nell’attacco di venerdì sera a Ouagadougou. Nel Paese sono cominciati ieri i tre giorni di lutto nazionale per le vittime della strage jihadista. Tra loro, anche la zia di Michel, Yana, e la nonna, entrambe ucraine. Nel complesso i cittadini caduti sotto i colpi dei terroristi sono di 18 nazionalità: sei canadesi, due francesi, due svizzeri e un olandese oltre a cinque cittadini del Burkina Faso.

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