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Sgambetto al Perugia
Molfetta senza paura

Riecco Di Pinto e la «magia impossibile» contro una grande. L'Exprivia s'impone al tiebreak

Sgambetto al Perugia Molfetta senza paura

MOLFETTA - Arriva il Perugia e si va al tiebreak. Arriva Vincenzo Di Pinto, di nuovo, e si gioca senza paura. Così sembra. Davvero calza a pennello l’espressione «giocare in casa», perché sembra che il gruppo abbia ritrovato la serenità dell’ambiente familiare. E si vince pure, tutto ricomincia.

L’Exprivia Molfetta si fa il tagliando, si rimette a lucido e fa lo sgambetto alle big. A testa alta e con la sfrontatezza di chi sfida il mondo. Servono dieci punti prima che il Perugia prenda in volo: Molfetta parte decisa a non lasciare scampo ai campioni cercando il confronto a viso aperto. Davide Candellaro comincia a fare il suo lavoro al centro, Buti e Atanasijevic non regolano il braccio potente dell’opposto molfettese Fernando Hernandez, lanciando i padroni di casa verso un break di 4 punti.

Di Pinto dalla panchina fa sentire la sua presenza e dirige il gioco dei ragazzi quando necessario. Quel momento arriva sul time out chiesto dall’allenatore di Turi dopo che in successione il Perugia recupera terreno sul 10-10. La foga di recuperare per i pugliesi è viva ma il match diventa nervosetto: sul 13-16 c’è suspense per l’invasione non chiara del Molfetta e gli animi fervono fino all’ammonizione di Randazzo. Entrano Barone e Del Vecchio, Perugia ha un contrattacco stellare (alla fine raggiungerà il 75%) e il gioiellino di casa umbra, Atanasijevic sigla il pallonetto del 16-24. Molfetta va bene ne cambio palla ma non abbastanza puntuale da sorprendere gli avversari. In scioltezza la squadra di mister Di Pinto si lancia alla conquista del secondo parziale, senza temere il Perugia del primo e infatti l’Exprivia macina punti lasciando indietro i ragazzi di coach Kovac, ci mettono testa, recuperano l’impossibile ma perde in inventiva e i volponi perugini approfittano. Errori che costano il 17-16: Di Pinto rimette in gioco Del Vecchio per Fedrizzi. Si gioca sul punto a punto e basta veramente poco per dare al Perugia anche il secondo set, molto molto combattuto. E’ la prova della vittoria: si va sul 2-1 per chi gioca con adrenalina ma non con tensione, gli errori nei momenti clou capitano ancora e fanno gelare il sangue perché il terzo set è gomito a gomito (8-7; 13-12; 20-18) e una distrazione può essere fatale: addio al match.

La differenza? Il palleggiatore del Molfetta Hierrezuelo (che si becca pure il rosso) spiazza Birarelli, Fromm e Russell ma non succede la stessa cosa quando il Molfetta ha il match poi tra le mani e De Cecco smarca Atanasijevic che andrebbe a punto senza muro e con facilità: Hernandez intuisce, blocca e fa evaporare la vittoria per 3-0 dei campioni a cui anche un grande Birarelli non basta. E chi l’ha detto che le partite si vincono solo con la tecnica? L’entusiasmo è l’asso nella manica del quarto parziale. Perugia? Annullata, cancellata. La mente è un gran ponte di comando: annichilita quella degli umbri i pugliesi fanno tutto con naturalezza. Dal 3-1 al 5-1 fino al 7-3 i biancorossi vanno avanti come un treno: Russell manda la palla in trubuna, Kovac chiama timeout, Atanasijevic pecca a muro. Questa partita è per chi non ha mai smesso di cercare il fuoco sotto la cenere.

Dice il tecnico Vincenzo Di Pinto: «Ho fatto capire che giocare da singoli e di rabbia era sbagliato: o si lavora tutti insieme o non si va da nessuna parte. La prossima? Ora fatemi respirare». Ma il tempo di respirare non c’è: mercoledì tocca andare dalla nuova capolista Lube Banca Marche Civitanova.

Marianna La Forgia

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