Venerdì 20 Luglio 2018 | 12:57

l'nchiesta

Don Uva, primi indagati
«Era tutto organizzato»

La Procura di Trani va come un treno sull'assalto organizzato nella sede amministrativa dell'ente ecclesiastico travolto dagli scandali e da oltre mezzo miliardo di debiti

Procura di Trani

di NICOLA PEPE

BISCEGLIE - L'appalto per la mensa e per le pulizie alla Casa Divina Provvidenza è «cancellato». Le due righe di ripensamento sul contratto trentennale all'Ambrosia di Milano firmate dal commissario, avvocato Bartolo Cozzoli, finito sotto scorta dopo l'incursione di lunedì al Don Uva, non produrranno alcun effetto: primo, perché il documento è stato sequestrato, secondo perché rappresenta un «corpo di reato». La Procura di Trani va dritta come un treno nelle indagini sull'assalto organizzato messo in atto da una trentina di persone nella sede amministrativa dell'ente ecclesiastico travolto dagli scandali e da oltre mezzo miliardo di debiti. Diverse persone sarebbero state già iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di sequestro di persona, estorsione, danneggiamento, lesioni personali, reati aggravati dal fatto che la vittima è un pubblico ufficiale.

Un fascicolo destinato ad individuare un secondo livello di complicità (i mandanti della spedizione punitiva), facendo così rivivere i momenti caldi della vertenza ex Ccr di oltre 20 anni fa.
Ad agire, secondo i primi accertamenti, non sarebbero stati solo lavoratori della ditta che l'11 gennaio scorso si è vista recapitare dal commissario Cozzoli la rescissione di un contratto trentennale siglato nel 2000 e con scadenza nel 2030. Ma potrebbero aver partecipato anche personaggi della malavita foggiana: circostanza che ha spinto gli inquirenti ad accendere i riflettori su tutti gli aspetti della vicenda per la quale, come già detto ieri, la magistratura ha annunciato «risposte adeguate».

Va detto che l'atto - contestato - firmato dal commissario Cozzoli non avrebbe escluso la società dal servizio tant'è che la stessa sarebbe stata informata un giorno dopo (il 12 febbraio) della possibilità di poter partecipare a una procedura negoziata - almeno per un anno - per garantire gli stessi servizi. L'obiettivo di Cozzoli era e resta quello di tentare di risanare un ente saccheggiato e depredato negli anni, tagliando e ottimizzando i costi ma soprattutto consegnarlo ai potenziali acquirenti interessati (4 le offerte presentate che saranno esaminate lunedì 29) senza contratti «impegnativi» per altri 15 anni come quello di Ambrosia.

Tuttavia, il 15 febbraio - dopo una lettera della ditta che annunciava le opportune iniziative - si è verificata l'aggressione culminata con la retromarcia (ora praticamente nulla) di Cozzoli. Stando così le cose, dunque, il 15 marzo prossimo Ambrosia technologies cesserà di svolgere il servizio secondo quel contratto. Cosa succederà dopo, per ora non si sa. I 200 lavoratori della ditta Ambrosia, fanno sapere da fonti del Palazzo di giustizia tranese, non avrebbero nulla da temere perché il loro posto di lavoro sarebbe comunque salvaguardato in caso di affidamento di nuova commessa. Di certo, l'incursione dell'altra sera (cui avrebbe partecipato il delegato aziendale di un sindacato) ora complica le cose e rende tutto più difficile.
Nella palazzina uffici del Don Uva, il commissario governativo e il suo direttore amministrativo, sarebbero stati tenuti letteralmente in ostaggio dai violenti che hanno messo a soqquadro l'ufficio danneggiando le suppellettili, schiaffeggiando alcuni dirigenti e aggredendo il direttore amministrativo finito in ospedale. L'obiettivo dell'assalto era quello di «strappare» quella rescissione contrattuale e garantire ad Ambrosia la prosecuzione del rapporto di lavoro con la Casa Divina Provvidenza. Cosa avvenuta in diretta telefonica, garantendo agli interlocutori dall'altro capo del filo che la missione era stata compiuta.


Ieri mattina, Carabinieri e Guardia di Finanza del Comando provinciale di Bari, hanno lavorato ininterrottamente mantenendosi in stretto contatto con il capo della Procura, Carlo Capristo, e con il suo aggiunto, Francesco Giannella che stanno coordinando le indagini sin dalla serata di lunedì. Gli investigatori hanno raccolto documenti, testimonianze (alcune drammatiche) e ci sarebbero anche riprese di alcune telecamere di sorveglianza.

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