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Sabato 25 Novembre 2017 | 10:46

giovinazzo

Appello dai volontari
«Fermate il killer dei cani»

«Non abbiamo avuto la sensazione - ha affermato la presidente della lega del cane giovinazzese - che si sia trattato di episodi capitati come conseguenza di tentativi di furto»

cane ucciso in campagna

di MINO CIOCIA


GIOVINAZZO - Cani avvelenati e presi a fucilate. A denunciare diversi episodi di questo genere è la sezione locale della lega del cane, dopo che ha rinvenuto nelle campagne di Giovinazzo le carcasse di due esemplari a quattro zampe uccisi da ignoti. Che si tratti di cacciatori in cerca di prede fuori stagione, o di qualcuno che voglia verificare la propria abilità con la mira, è tutto da stabilire. A cadere vittime di quello che è a tutti gli effetti un reato, secondo le recenti norme, sono stati almeno due cani padronali. Non randagi ma animali lasciati a guardia di fondi e immobili agricoli.
«Non abbiamo avuto la sensazione - ha affermato la presidente della lega del cane giovinazzese - che si sia trattato di episodi capitati come conseguenza di tentativi di furto. I proprietari dei cani lo hanno escluso dopo aver verificato se mancava loro qualcosa o se ci fossero tracce di scasso o furti».

Si tratterebbe quindi di atti deliberati, di un gioco crudele, sul cui motivo tutti cercano una spiegazione. Le carcasse degli animali sono state rinvenute tra gli uliveti della zona dove sorge il depuratore comunale, a ridosso della linea ferroviaria in direzione Bari. Entrambi gli episodi, come confermano dalle Lega del cane, sono stati denunciati ai Carabinieri e segnalati alla Polizia locale. Quest’ultima ha interessato anche gli uomini del Consorzio delle guardie campestri.

«L’agro di Giovinazzo - afferma il comandante della Polizia locale, Mimmo Camporeale - è vasto e per noi è difficile poterlo tenere sotto controllo. Per questo ci siamo rivolti alle guardi campestri. Loro conoscono ogni singola stradina, ma oltretutto pattugliano costantemente le campagne. Abbiamo chiesto loro di segnalarci qualsiasi soggetto possa mostrare segni di sospetto, per poi identificarlo e capire se possa o meno essere l’autore di quelle uccisioni». I soci della Lega del cane, comunque, non si rassegnano all’idea che qualcuno possa far del male deliberatamente al miglior amico dell’uomo. Per questo vogliono che l’attenzione da parte di tutti rimanga alta, per poter scongiurare ulteriori episodi di maltrattamenti o, come in questi casi, di uccisioni di animali domestici.

I loro sforzi sono stati fin qui premiati dalla ormai scarsa presenza di randagi su tutto il territorio comunale. Hanno avviato programmi di adozione che hanno avuto successo, con l’affidamento di trovatelli e randagi in ogni parte d’Italia. Perciò rimangono indignati di fronte alla ferocia di chi, senza alcuno scrupolo, decide di puntare un fucile verso un cane legato o lasciato in un recinto, oppure di avvelenarlo offrendogli cibo adulterato o addizionato con sostanze nocive.

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