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Calcio, clan delle combine
10 persone sotto processo

Calcio, clan delle combine10 persone sotto processo

Il gup di Potenza, Amerigo Palma, ha rinviato a giudizio dieci persone - accusate a vario titolo di associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso, truffa, usura, violenza e danneggiamento - nell’ambito dell’inchiesta della Procura su presunte scommesse e «combine" legate alle partite giocate dal Potenza Calcio in Lega Pro tra il 2007 e il 2009: la prima udienza si svolgerà il prossimo 10 giugno.
L’inchiesta, condotta dal pm di Potenza Francesco Basentini, portò nel 2009 all’arresto dell’allora presidente del Potenza Calcio, Giuseppe Postiglione, e di altre otto persone: alcuni degli indagati optarono per il rito abbreviato mentre per altri, dodici in totale, la Dda presentò un ricorso (accolto dalla Corte d’Appello) contro la sentenza del gup, Rosa Larocca, che li aveva rinviati a giudizio per associazione per delinquere, facendo così cadere quella più grave di associazione mafiosa.
Con la sentenza di oggi, quindi, ritorna l’ipotesi dell’associazione mafiosa per quattro degli indagati, e il concorso esterno in associazione mafiosa per un altro: per Paolo Spada e Giorgio Nobile (indagati per violazione sulla legge del 1989 sulle scommesse sportive) è invece scattata la prescrizione.
Secondo gli investigatori - le indagini sono iniziate nel 2007 - era stato realizzato un giro di scommesse, tra cui una partita di serie B e alcune di Prima divisione (in cui militava il Potenza Calcio, poi denominata Lega Pro), anche grazie al legame con un clan mafioso potentino. Postiglione, attivo in un gruppo editoriale, rilevò il Potenza in C2 (girone C) nel 2006, a 24 anni, conquistando il titolo di presidente più giovane d’Italia e, un anno dopo, una promozione in C1. Oltre a Postiglione sono stati rinviati a giudizio Aldo Fanizzi, Pasquale Giuzio, Luca Evangelisti, l’ex consigliere regionale della Basilicata Luigi Scaglione, attualmente con incarichi nel Centro democratico, Raffaele De Vita, Cesare Montesano, Ettore Todaro, Donato Lapolla e Antonio Di Pasquale.

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