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Statale 172, vertice in Regione «Potrà riaprire dopo l'estate»

L'Anas chiede al magistrato l'ok ai lavori, poi tocca ad Aqp: «Servono 9 mesi»

Statale 172, vertice in Regione «Potrà riaprire dopo l'estate»

BARI - L’Anas chiederà al magistrato l’autorizzazione ad effettuare lavori urgenti di messa in sicurezza provvisoria della strada, così da permettere ad Acquedotto Pugliese di intervenire sullo scarico del depuratore. Serviranno non meno di 6-9 mesi, anche se forse - con un po’ di fortuna - la statale 172 potrebbe tornare percorribile anche prima. Ieri la Regione ha tentato di coordinare i primi passi per risolvere l’emergenza della viabilità in Valle d’Itria: gli impegni ci sono, ma ogni decisione è in mano alla Procura di Taranto. Tanto che se il pm Lanfranco Marazia non dovesse accogliere l’istanza di dissequestro, Anas potrebbe anche ricorrere al Riesame.

Il blocco del traffico del tratto tra Martina Franca e Locorotondo è stato disposto a fronte del pericolo di crolli sulla statale, a sua volta dovuto - secondo i consulenti della Procura - ai reflui in uscita dal depuratore che hanno reso friabile il terreno. L’impianto gestito da Aqp non si può ovviamente spegnere (Martina Franca sarebbe invasa dai liquami) e quindi l’unica possibilità di intervento è in tre fasi: prima Anas deve rinforzare il muro di contenimento della strada (quello a rischio), quindi Aqp dovrà realizzare il nuovo scarico (le trincee drenanti) e allo stesso tempo intervenire sull’inghiottitoio che fungerà da «troppo pieno». Soltanto allora l’Anas potrà completare i lavori sui 300 metri centrali di strada.

I 60 giorni che il pm Marazia ha assegnato al presidente della Regione per realizzare il nuovo scarico, dunque, non basteranno. Emiliano ha delegato il compito di rapportarsi con la Procura al capo dipartimento Barbara Valenzano, già custode giudiziario dell’Ilva. Spetterà a lei convincere i magistrati che non ci sono altre alternative, e che senza una collaborazione istituzionale si rischia di creare un danno enorme. Già stamattina i legali dell’Anas chiederanno l’autorizzazione ad effettuare prove di carico sul campo, così da valutare gli interventi necessari ma soprattutto il rischio crollo: la tesi dell’Agenzia per le strade è che la situazione di pericolo non sia così grave, e che è comunque possibile correre ai ripari.

Il vertice di ieri in Regione, coordinato dall’assessore ai Lavori pubblici, Gianni Giannini, ha cercato dunque di tamponare l’emergenza. Una emergenza su tre fronti: la strada, il depuratore, ed i collegamenti in Valle d’Itria. Per quanto oggi la situazione della viabilità non sia critica, l’approssimarsi della stagione estiva con la statale 172 chiusa rischia di compromettere il turismo e l’economia della zona: da circa 6 km, la distanza su strada tra Locorotondo e Martina Franca è oggi diventata di circa 20 km perché è necessario percorrere le vecchie strade provinciali con un limite di 30 km all’ora. Anche le Ferrovie Sud-Est si sono impegnate a potenziare i collegamenti tra i due centri, ma è probabile che per spalmare il traffico degli studenti bisognerà intervenire anche sugli orari di ingresso e uscita dalle scuole.

Tolta l’emergenza contingente, quella nata dal sequestro, il nodo della questione riguarda il depuratore di Martina Franca, uno dei tanti che necessitano di interventi strutturali da più di un decennio. Il progetto di potenziamento dell’impianto e di messa in sicurezza dello scarico, presentato a marzo 2015, è fermo al parere della commissione Via, e con i tempi ordinari richiederà almeno due anni per essere realizzato. L’accordo in sede tecnica è di procedere a realizzare le trincee drenanti, ma con l’impegno a valutare la fattibilità di una condotta di scarico a mare: un tubo che dovrebbe attraversare l’intera Valle d’Itria per arrivare a Forcatella, vicino Fasano, mettendo i reflui affinati a disposizione dell’agricoltura locale. Una soluzione fantascientifica, che richiederebbe 35 milioni di euro, cui tutti fanno finta di credere definendo «transitorie» le trincee drenanti. Ma l’obiettivo, adesso, è soprattutto far presto. [m.s.]

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