Cerca

chiusa la statale 172

Valle d'Itria spaccata in due
distanze triplicate per i bus

La distanza tra Locorotondo e Martina non è più di 6 chilometri e 300 metri, ma tre volte di più, con evidenti disagi per i pendolari

chiusa la strada 172 per la valle d'itria

di PASQUALE D'ARCANGELO

MARTINA FRANCA - La distanza tra Locorotondo e Martina non è più di 6 chilometri e 300 metri, quanto è lunga la statale 172, inibita al traffico dopo il sequestro della Procura, per stabilire il rischio smottamenti, lungo i 300 metri di strada, dove ha ceduto un muretto in pietra sopra il canale di scarico delle acque piovane, che sarebbe inquinato dalle acque reflue provenienti dal depuratore gestito da Aqp, malfunzionante per il cosiddetto “troppo carico” derivante dalle piogge battenti e da scarichi agricoli, industriali e artigianali che non dovrebbero andare nelle fogne urbane. La distanza tra i due comuni si è invece triplicata, salendo a 20 chilometri e 600 metri, dopo la decisione di trasferire il traffico pesante sulle provinciali che uniscono i due centri a Cisternino. Compresi i mezzi di trasporto pubblico delle Ferrovie Sud-Est, che caricano e scaricano i pendolari, principalmente gli studenti, che secondo un primo rilevamento ritarderebbero di 20 minuti circa nel viaggio di 10 minuti fra i due centri che si affacciano sulla Valle d’Itria, ai confini delle province di Bari e Taranto.

E’ questa la principale emergenza per il sindaco di Locorotondo, Tommaso Scatigna, che assieme all’Anas (pronta a chiedere il dissequestro della 172 e alla riapertura al traffico) si sente vittima della situazione generatasi dal sequestro del depuratore di Martina, passato dalla gestione di Acquedotto Pugliese direttamente all’Autorità idrica di bacino della Regione. Dopo aver chiesto all’assessore regionale ai trasporti e lavori pubblici, Giovanni Giannini, ha ottenuto per questa mattina (ore 11 alla Regione) un vertice con Ferrovie Sud Est, la stessa Anas e le Agenzie regionali delle acque, nel tentativo di superare la grave situazione che ha trasferito il traffico automobilistico nelle stradine antiche della Valle d’Itria, sul lato Cupa (7 chilometri) e lato Rospano (9 chilometri), dove ha immediatamente fatto distribuire catrame sulle buche, seguito oggi dall’assessore ai lavori pubblici di Martina, Palmisano, per il tratto martinese. Le cosiddette “strade vecchie” con limiti di velocità 30 orari sono state inibite ai camion e ai pullman. Sul tavolo con Sud-Est la prospettiva di anticipare al mattino gli orari e posticiparli all’uscita.

Una situazione complessa che, intanto, il sindaco di Martina, Ancona, ha prospettato ieri al prefetto, Guidato, mentre oggi a Bari col consigliere regionale Pentassuglia incontrerà Emiliano e il capo dipartimento Valenzano, già custode giudiziaria dell’Ilva, che avrà la delega del depuratore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400