Cerca

Giovedì 23 Novembre 2017 | 14:07

il progetto

«Il mio peluche parla inglese»
Due mamme educatrici
insegnano ai più piccoli

mamme insegnanti

Le due «teachers»

di FRANCESCA MARSICO

BARI - Una scimmia, un gatto, un cane e un orso. Questi i quattro fantastici amici che accompagneranno i piccoli da zero a sei anni nell’apprendimento dell’inglese. È Lesson#1, il primo corso per imparare «involontariamente» l’inglese tra filastrocche, canzoncine, balli, cultura anglosassone e tanto divertimento che vedrà muovere i primi passi già a febbraio in via Celentano, 39 a Bari. È l’approccio ludico-linguistico di Eleonora Gagliano Candela e Maryann Ferrulli due mamme e formatrici esperte di lingua inglese che hanno escogitato questo modo involontario di imparare giocando.

«Le nostre lezioni si fondano sul principio dell’apprendere una lingua straniera esattamente come accade per i figli con genitori che parlano due lingue diverse. Per questi bambini – dice teacher Eleonora – imparare una seconda lingua in contemporanea non è affatto difficile, anzi. Per i più piccoli è un’azione quasi meccanica perché apprendono velocemente come fossero delle spugne. Il progetto che noi sviluppiamo è rivolto a piccoli gruppi di apprendimento formati al massimo cinque bambini divisi in due fasce d’età: da zero a tre anni e poi un secondo gruppo sino ai sei anni. E la novità - racconta - sta nel fatto che durante i circa 45-60 minuti di lezione i bimbi imparano insieme ai loro genitori che assistono ed interagiscono, quindi il processo di apprendimento coinvolge anche gli adulti».

In che modo i piccoli che a malapena sanno parlare imparano una nuova lingua? «Il nostro è un mix di tanti metodi didattici e soprattutto del nostro essere mamme. Noi non usiamo libri ma solo musica, gioco e canto. Con l’au - silio dei nostri quattro amici di peluche, i bimbi imparano parole chiave dalle nostre storie inventate». Un esempio: «Gli amici di peluche si svegliano, vanno a nanna, fanno la pappa e giocano, insomma, fanno le stesse azioni dei nostri piccoli allevi, per poter meglio fissare i contenuti – spiega la teacher - contestualmente cantiamo una ninna nanna in inglese. In questo modo i piccoli allievi memorizzano con facilità. Un modo quindi indotto e quasi involontario supportato da immagini e canzoni che saranno dati ai genitori che potranno far riascoltare i brani ovunque permettendo di consolidare i termini appresi in qualsiasi momento».

Perché è importante imparare le lingue straniere sin da piccolissimi? «Il sito The Independent riportava tempo fa un articolo su uno studio della National University di Singapore, in cui si affermava che i bambini bilingue sembrano avere un’altra marcia in più: imparano più in fretta. Sono abituati ad affrontare sfide quotidianamente e quindi inconsapevolmente hanno una maggior capacità di elaborare le informazioni».

Perché l’inglese? «Ovviamente cominciamo con l’inglese che è la lingua più diffusa. Saperlo parlare è importante al mondo d’oggi, ma vorremmo ampliare il nostro progetto educativo anche ad altre lingue».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione