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il sindaco

«A Martina l'acqua
dei rubinetti e salubre»

Ancoina: “E' importante rassicurare i cittadini che l'acqua potabile dei rubinetti è salubre e sicura dal momento che viaggia attraverso canali distinti a quelli delle acque nere"

acqua di rubinetto

di PASQUALE D’ARCANGELO


MARTINA FRANCA - Il sequestro del depuratore malfunzionte e foriero di quelli che i carabinieri hanno definito “rifiuti speciali” nell’inchiesta condotta dal pm Marazia ha scatenato un forte dibattito sulle responsabilità politiche dell’inquinamento di veri e propri fanghi di liquami, che dopo aver invaso le campagne attigue all’area dell’impianto, sotto la vigilanza dell’Arpa e della Provincia e con una deroga di scarico al suolo dell’Autorità idrica, ora è stata investita direttamente della gestione dalla Procura. Stamani il governatore Michele Emiliano, sollecitato dal consigliere regionale Donato Pentassuglia (Pd), nominerà commissario, con ampi poteri, la dirigente regionale Angela Saltalamacchia per porre rimedio alla grave situazione che ha messo nei guai non solo l’Acquedotto Pugliese, inquisito con 4 dirigenti di aver messo a rischio la falda acquifera della Valle d’Itria, secondo i dubbi manifestati dal ctu geologo della Procura, ma anche l’Anas per il muretto in pietra che ha ceduto lungo la statale 172, fatta chiudere al traffico per consentire rilievi di stabilità, dal rischio smottamenti da parte del ctu Scudella della stessa Procura.

Se il centrodestra ha puntato dritto il dito contro la Regione, incolpando l’ex governatore Nichi Vendola con le note dei liberali Michele Marraffa e Donatella Castellana di Idealista, dei moderati Giacomo Conserva e Martino Bruno di Forza Italia, e del fittiano Tonino Fumarola dei Conservatori e Riformisti, con una replica di Elena Convertini di Sel e Anna Ancona di Puglia in più che hanno chiesto “coesione” per riaprire la statale 172, il più recente attacco dell’indipendente Magda Balsamo, che ha chiesto le dimissioni del sindaco Ancona, ha invece generato la reazione del capogruppo del Pd, Antonio Lafornara. Il quale, assieme agli altri alleati, ha chiesto un consiglio monotematico per “un esame dei procedimenti relativi alla depurazione delle acque reflue e del recapito finale”, aperto ad Emiliano, al presidente dell’Autorità di Bacino e dell’Arpa. Lafornara rimanda al mittente la richiesta di dimissioni, ricordando a Magda Balsamo di essere stata candidata col Pd dopo essere stata nello staff del sindaco (“persona per bene, incensurata e amministratore stimato”, sottolinea) ed essere entrata in Consiglio dopo le dimissioni di tre assessori, scelti tra gli eletti.

Replica nel merito delle richieste della Balsamo, invece il sindaco Ancoina: “E' importante rassicurare i cittadini che l'acqua potabile dei rubinetti è salubre e sicura dal momento che viaggia attraverso canali distinti a quelli delle acque nere. Inoltre, sarà oggetto di valutazione, da parte delle autorità competenti, la questione dei pozzi artesiani presenti nella zona. Continuiamo a lavorare tutti insieme per la soluzione definitiva del problema informando i cittadini in maniera corretta ed evitando di procurare inutili allarmismi".
Se sul fronte della salute sono attesi per oggi i primi interventi di verifica, da parte di Emiliano, dell’Arpa e dell’Asl, sul fronte dell’emergenza 172 è atteso dal prefetto il tavolo di sicurezza sulla pericolosità delle strade alternative, con l’auspicio che i rilievi dell’Anas e della Procura sul tratto sequestrano possano partire subito e tornare a viaggiare con la riduzione ad una corsia per i 200 metri della Martina-Locorotondo, dove il cedimento di un muretto di pietra ha provocato l’allarme dissesto, che Martina in Movimento aveva indicato come aggravante della possibilità di inquinamento delle falde con l’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Ambiente dei senatori di Cinque Stelle.

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