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Lecce pareggia a Catania
e rosicchia un punto

I giallorossi stanno dimostrando di credere davvero nella promozione diretta

Lecce Catania

CATANIA (4-3-3): Liverani 6; Garufo 5, Nunzella 6 (42' st Parisi sv), Musacci 6 (22' st Bombagi 5.5), Bergamelli 6; Bastrini 6, Calderini 5.5 (22' st Lupoli 6), Agazzi 6; Calil 6.5, Di Cecco 5.5, Falcone 6. In panchina: Logofatu, Pelagatti, Pessina, Di Stefano, Felleca. Allenatore: Pancaro 5.5

LECCE (3-4-3): Perucchini 6; Freddi 6, Legittimo 6, Papini 5.5 (5' st De Felidis 6); Cosenza 6, Liviero 6, Lepore 6, Salvi 6; Moscardelli 5.5 (16' st Caturano 6), Surraco 6 (35'st Vecsei), Doumbia 6. In panchina: Bleve, Beduschi, Camisa, Lo Sicco, Sowe, Carrozza, Curiale. Allenatore: Braglia 6 ARBITRO: Morreale di Roma1, 6

NOTE: Serata umida. Terreno in buone condizioni. Temperatura di circa 13°. Spettatori 7375 (5.535 abbonati, 1.840 paganti). Incasso 13.000. Al 4' Moscardelli calcia a lato un rigore concesso da Monreale per fallo di mano in area di Garufo. Ammoniti: Surraco, Papini, Musacci, Freddi, Parisi. Angoli: 3-2 per il Catania. Recupero: 0'; 5'.

LA PARTITA - Un buon punto per il Lecce, che esce indenne dalla sfida contro il Catania, che si chiude a reti inviolate. Il Lecce sta dimostrando di credere davvero nella promozione diretta e dopo le ultime tre stagione, nelle quali è rimasto scottato, non vuol farsi trovare impreparato e vuol essere pronto ad approfittare di qualsiasi passo falso degli avversari. La squadra di Braglia, dunque continua, a non perdere: dodici i risultati utili consecutivi per i salentini che collezionano punti dallo scorso 8 novembre. Al Massimino va di scena uno dei piatti forti della ventiduesima giornata del girone C: una gara che ha il sapore dei match importanti e che sarebbe stata interessante in chiave playoff se il Catania non si fosse dovuto scontrare con la dura penalizzazione di inizio stagione. Braglia, che in extremis è riuscito a recuperare anche il capitano Romeo Papini e Checco Lepore al rientro dalla squalifica, ha scelto di confermare anche in Sicilia, il 3-4-3, modulo che ha dato ottimi risultati nelle ultime partite. Pronti - via ed è subito il Lecce ad essere pericoloso con Lepore che ci prova da fuori area. Al quarto minuto l'azione che potrebbe cambiare il match. Il difensore del Catania, Garufo, blocca chiaramente in area un pallone con la mano. Per l'arbitro Morreale di Roma non vi è alcun dubbio: rigore. Occasione molto ghiotta per gli ospiti. Dagli undici metri, però, Moscardelli non riesce a mantenere la lucidità e calcia il pallone alla sinistra di Liverani. Non tarda ad arrivare la reazione dei padroni di casa, che tentano di sorprendere Perucchini con un insidiosissima deviazione sotto porta di Calil, che tuttavia è ben controllata dal numero uno dei giallorossi. Le migliori azioni passano sempre dai piedi di Moscardelli, che è sfortunato al quarto d’ora quando solo davanti a Liverani, non riesce a deviare il pallone giusto quel poco per metterlo in gol. La partita, almeno nei primi minuti, è giocata su ritmi elevatissimi con continui capovolgimenti di fronte e Perucchini di certo non si annoia. Il numero uno salentino nel giro di dieci minuti, nega due volte il gol ai padroni di casa, respingendo in maniera decisiva prima su Calil e poi su Musacci. Al Lecce sta stretto il pareggio e l’undici pugliese è sempre molto propositivo anche se un pò sfortunato. L’undici di Braglia va vicinissimo al gol poco prima della pausa con Moscardelli che supera Liverani ed è fermato solo dall’incrocio dei pali. Secondo tempo sulla scorta del primo, con i giallorossi aggressivi dai primissimi istanti. Il primo a provarci è Lepore, che batte direttamente in area una punizione dal limite e il solito Moscardelli manca l’aggancio di poco. Inevitabilmente, perà i ritmi nel secondo tempo diventano piuttosto blandi, con il Lecce meno spumeggiante. Braglia decide, dunque, di buttare nella mischia De Felidis, Caturano e Vecsei, Pancaro risponde con Bambagi e Lupoli. Non cambia nulla per le due squadre a livello tattico, che finiscono per non farsi troppo del male. Finisce con un pari con un Lecce che chiude in avanti, applauditissimo dalla ventina di tifosi giunti dal Salento.

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