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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:45

dopo l'incontro a cuba

«Papa Francesco e
il Patriarca Kirill?
Bello se si vedessero a Bari»

Lo ha detto il rettore della Chiesa ortodossa russa a Bari, arciprete Andrey Boytsov, nel corso di una intervista

chiesa russa a Bari

BARI - «Una comprensione che nessun altro Papa aveva mai dimostrato prima»: è questa la chiave con cui Papa Francesco ha riaperto la porta del dialogo con la Chiesa ortodossa russa, chiusa dal grande scisma più di mille anni fa.
Lo sottolinea in una intervista padre Andrey Boytsov, il rettore della Chiesa ortodossa russa a Bari, città che custodisce dal 1087 le sacre reliquie di San Nicola, il più venerato in assoluto in Russia. All’indomani dello «storico incontro» tra Bergoglio e il Patriarca di Mosca, Kirill, il rettore spiega che «in Papa Francesco noi fedeli abbiamo trovato una comprensione della nostra posizione che neanche i grandi Papi come Giovanni Paolo II» avevano dimostrato.

Per Boytsov, il «segno importante per i fedeli» è stata la dimostrazione concreta di voler superare «i problemi nati con il crollo del sistema sovietico fra la Chiesa ortodossa russa e la chiesa Cattolica». Boytsov parla delle vicende legate «alla distruzione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca nelle regioni occidentali dell’Ucraina, quando le forze nazionaliste, coprendosi di motti religiosi, compivano gesti che non si avvicinano molto alla dottrina evangelica, sottraendo parrocchie e chiese ai fedeli del patriarcato di Mosca». Da qui, rileva Boytsov, «è nato un grave problema nei nostri rapporti, che ha impedito per decenni questo incontro». Adesso, però, la volontà di andare avanti è scritta a chiare lettere «nel documento firmato ieri dai due presuli», precisa il rettore, «che hanno toccato anche questo argomento». Non senza esprimere la «vocazione» di «risolvere i problemi molto gravi in Ucraina con l'uso della «pace».

Crescono intanto le speranze perchè sia Bari, meta ogni anno di migliaia di pellegrini russi, a ospitare il secondo incontro tra Bergoglio e il Patriarca russo dopo l'Avana. Due settimane fa, infatti, il sindaco Antonio Decaro ha scritto al segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, candidando il capoluogo pugliese a seconda tappa dello storico dialogo tra i presuli. «Sono certo che Kirill vorrebbe tanto incontrare il Papa qui», commenta Boytsov, ma per ora possiamo «solo pregare» perchè questo diventi realtà. Boytsov ricorda che «già questo primo incontro sarebbe dovuto avvenire a Bari» e che «Kirill ama molto questa città dove è stato molte volte: ancora prima di essere ordinato vescovo e quando ha ottenuto un incarico importante diventando praticamente il ministro degli Esteri della Chiesa ortodossa». Così come «nel 2004 quando è venuto a Bari ancora da metropolita per consacrare la Chiesa russa di Bari; e l’ultima volta nel 2006 per presentare la concezione sociale della Chiesa ortodossa russa».

Boytsov non si sbilancia, invece, sulla possibile traslazione delle reliquie del vescovo di Myra in Russia. «Un argomento su cui - sottolinea - i baresi sono molto sensibili». Certo, ammette, «sarebbe una iniziativa molto bella» ma «non dimentichiamo che quando alla fine degli anni '90 in Russia uscì un articolo sul fatto che sarebbe stato bello portare lì le reliquie per un mese, qui a Bari ci furono molte proteste: fu complicato calmare gli animi».
«Non so se il Patriarca e il Papa abbiano toccato questo argomento», conclude Boytsov, ma «non possiamo fare a meno di desiderare che succeda». (di Vincenzo Chiumarulo, ANSA) 

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