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Brindisi

Fave alla mensa scolastica
e le mamme protestano

«Il problema è che le fave a casa non vengono mai cucinate e allora le mamme pretendono che il servizio di refezione scolastica rispecchi fedelmente i gusti dei propri figli. Ma questo è sbagliato»

pasta e fave

BRINDISI - Tornano le fave nel menù della mensa scolastica e affiorano lamentele da parte dei genitori.
Alcune mamme, infatti, non solo non le ritengono una pietanza appropriata per i propri figli (frequentanti plessi materni o elementari), ma addirittura le considerano pericolose per la salute dei piccoli «laddove anche gli stessi nostri medici pediatri - affermano - ce lo hanno vivamente sconsigliato potendo comportare serie ripercussioni sulla loro salute. Addirittura, c’è chi dice che si rischia lo choc anafilattico, per cui oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo preteso la sostituzione delle fave con un alimento più confacente all’età dei fruitori e meno “invasivo” per la loro salute».

Ma davvero c’è questo rischio? Possibile che chi cura giornalmente il menù dei pasti da servire nelle scuole sia così... “sbadato” e superficiale nello scegliere le pietanze da somministrare agli alunni? «Ma no - spiega al riguardo il dott. Antonio Gargasole -; il rischio eventualmente è legato alla presenza di un grave disturbo che risponde al nome di favismo, ma è una patologia che si manifesta di solito alla nascita e, quindi, ben controllata. E’ congenita e non è rapportata all’età di chi ne soffre. Ma se il disturbo non c’è, le fave (al pari degli altri legumi) sono altamente consigliabili nel regime di alimentazione della mensa scolastica e non è certo un caso che rientrano a pieno titolo nella dieta mediterranea».

«Peraltro - aggiunge la dott.ssa Margherita Caroli, la nutrizionista che prepara settimanalmente il menù della mensa scolastica - il favismo si sviluppa anche a causa di farmaci assai comuni ed è un disturbo già noto, lì dove esiste, in famiglia. E’ ovvio che, in sua presenza, si programma un menù a parte perchè evidentemente chi fa questo lavoro non è certo uno sprovveduto». «Il problema di fondo è un altro - aggiunge -: le fave a casa non vengono mai cucinate e allora le mamme pretendono che il servizio di refezione scolastica rispecchi fedelmente i gusti dei propri figli. Ma questo è sbagliato in quanto è importante variare il menù e fare in modo che gli alunni assaggino diversi tipi di alimenti».
Dubbio fugato, dunque. Se poi qualche genitore non è ancora convinto, beh... in quell’unico giorno del mese in cui sono previste le fave può esonerare il proprio figlio dalla mensa. [p. potì]

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