Cerca

Trasferta ad Avellino

Bari, vietato sbagliare
Camplone scommette

Il tecnico: «Avversario tosto, partita difficile. Ma siamo in progresso, vogliamo vincere»

Bari, vietato sbagliare  Camplone scommette

di Fabrizio Nitti

AVELLINO - Non si può più sbagliare. Non dopo gli scivoloni contro Pescara e Crotone, seppur flebilmente indorati da prestazioni in crescita. Non dopo che la classifica si è ulteriormente sgranata e il quinto posto, in compagnia del Cesena, non può non rappresentare un trampolino di rilancio. Trasferta brivido ad Avellino, trasferta storicamente tosta che negli ultimi anni si è incendiata per una serie di motivazioni. L’anno scorso da queste parti fu un delirio di provocazioni e non è escluso che anche questa volta sia lo stesso. Un esempio? Dall’Irpinia contestano la designazione di Manganiello, arbitro non gradito al club biancoverde. Un modo come un altro per mettere pressione al direttore di gara alla vigilia di un match con vista sui playoff.

Storie ordinarie di calcio, il Bari dovrà pensare esclusivamente a giocare la sua partita, neutralizzando tutte le insidie, tecniche, tattiche, ambientali. E possibilmente vincere. Perché solo i tre punti guarirebbero questo Bari, restituendo alla squadra il morale giusto. Spezzando pure un brutto trend lontano dal San Nicola, terreno di caccia povero per il Bari delle ultime puntate: quattro sconfitte nelle ultime cinque trasferte, tre da archiviare alla voce Nicola.

Avellino chiude il ciclo terribile incrociato da Camplone dal giorno del suo esordio a La Spezia. Un punto in Liguria, tre in casa contro il Vicenza, zero fra Pescara e Crotone. Progressi sotto l’aspetto della mentalità e del gioco d’attacco, soliti limiti difensivi. I sei gol beccati nelle ultime due partite testimoniano delle difficoltà biancorosse, anche se al di là degli errori individuali va tenuto in conto il concetto globale di difesa.

«A queta sfida - racconta Camplone - arriva un Bari in progresso sotto l’aspetto del gioco, dell’atteggiamento. Fra la partita di Pescara e quella interna contro il Crotone avremmo potuto tranquillamente mettere da parte quattro punti, invece ne abbiamo totalizzati zero. Dobbiamo limare le stupidaggini che hanno condizionato entrambe le partite».

Test complicato. Avellino a caccia di riscatto dopo la dolorosa sconfitta di Novara, epilogo di una lunga serie di vittorie che ha trascinato i campani dalla zona bassa della classifica all’ottavo posto. «Vero, ma non sarà una guerra - raccomanda il tecnico -. L’anno scorso il mio Perugia espugnò Avellino, vincemmo 2-1. Il Bari ha i mezzi per fare lo stesso. Dobbiamo vincere, certo, lo diciamo da quando sono qui... Se il dover vincere per forza provoca pressione sui miei giocatori? Può essere una situazione pesante, ma io ai ragazzi chiedo innanzitutto la prestazione, non la vittoriqa ad ogni costo. E comunque, chi viene a giocare a Bari, sa benissimo di non dover pensare solo alla salvezza».

I biancorossi saranno praticamente soli, considerate le... tre giornate di squalifica rimediate dalla tifoseria (ma non facciamo di tutta un’erba un fascio...) dopo gli incidenti di Pescara. Ma il popolo barese non ha fatto mancare il proprio appoggio nei giorni scorsi: «Ci hanno chiesto di vincere - dice Camplone - di onorare la maglia. Il loro affetto si sente ed è importante. Per noi è un grande vantaggio sapere di poter contare sul loro sostegno. E un grande stimolo».

Palla al centro, tocca al Bari. Avellino diventa un crocevia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400