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scandalo a brindisi

Consales davanti al giudice
ma l'ex sindaco
potrebbe non rispondere

L'ex primo cittadino di Brindisi è stato arrestato sabato scorso. Secondo l’accusa ha ricevuto a più riprese una mazzetta da 30mila euro

Consales arrestato, ex sindaco di Brindisi

di PIERO ARGENTIERO

BRINDISI - Ed ora l’attenzione è puntata su Cosimo Consales, sindaco dimissionario e dimissionato dai consiglieri comunali che si sono dimessi in blocco riaprendo la strada alla elezioni. L’interrogatorio di garanzia di Consales è fissato per questo pomeriggio dinanzi al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci. Saranno presenti i pubblici ministeri Savina Toscani e Giuseppe De Nozza e Consales sarà assistito dall’avvocato Massimo Manfreda.

Breve riepilogo. Consales è stato arrestato, ai domiciliari, sabato mattina dai poliziotti della Digos, con al seguito telecamera per immortalare la notifica del provvedimento di custodia cautelare, filmato poi dato alle televisioni. Pessima idea, non perché fosse il sindaco: il discorso è valido per chiunque, anche l’ultimo pregiudicato sulla faccia della terra. Con il sindaco vengono arrestati Luca Screti, imprenditore di San Pietro Vernotico, ex amministratore della società Nubile Srl che raccoglie la spazzatura a Brindisi e gestisce l’impianto di biostabilizzazione del Cdr (combustibile derivato dai rifiuti), rinchiuso in carcere, e Massimo Vergara, commercialista leccese, dipendente della Nubile, ai domiciliari. Per i tre l’accusa è di concorso in corruzione. Screti, assieme ad un altro dipendente, tale Marcello Caramuscio, indagato in stato di libertà (il gip ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari), anche di truffa aggravata e altro.

Secondo l’accusa Consales riceve a più riprese da Screti una mazzetta da 30mila euro. Denaro che viene consegnato in banconote di vario taglio in busta chiusa a Cosimo Saracino, componente della segreteria del sindaco. Denaro che a Consales serve per pagare sei rate del debito di 315mila euro che ha con Equitalia. Il flusso di denaro si interrompe quando i poliziotti vanno a perquisirlo per la vicenda della proproga dell’appalto del Comune, del quale è sindaco Consales, alla News, società della quale è stato titolare e che ha in gestione il call center e la rassegna stampa del municipio.

Martedì è stato interrogato Screti, assistito dall’avv. Vincenzo Farina, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ieri è stata la volta di Vergara, assistito dall’avvocato leccese Claudio Viva (lo difende assieme a Sabrina Conte), il quale ha risposte alle domande del gip e dei pm. Di quanto ha dichiarato non è trapelato alcunché.

Oggi, dunque, tocca a Consales. L’ipotesi che circola è che l’ex sindaco (ieri sera si è incontrato con il suo avvocato e hanno discusso a lungo) si avvalga della facolta di non rispondere in previsione del ricorso al Riesame che consentirà di conoscere tutti gli elementi in possesso dell’accusa. Perché, in fin dei conti, nelle cinquecento pagine dell’ordinanza l’unico elemento preoccupante sono le dichiarazioni di Saracino. Per il resto si ricostruisce l’iter dell’affidamento dell’impianto di biostabilizzazione e ci sono deposizioni di funzionari comunali che prese in sè non sono di supporto all’accusa.
Invece, certamente l’avvocato Manfreda punterà tutto sulla sopraggiunta mancanza di possibilità di reiterazione e di inquinamento delle prove in quanto ormai il consiglio comunale è sciolto. Per cui chiederà la revoca della custodia cautelare anche perché non vi è pericolo di fuga: se avesse voluto fuggire lo avrebbe fatto nei giorni precedenti l’arresto e invece la mattina precedente si è presentato in tribunale all’udienza del processo per la News che lo vede imputato assieme ad altri.

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