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Lunedì 20 Novembre 2017 | 04:41

Il caso

Emiliano: sindaco Bisceglie
del c.destra compatibile con Pd

Pd, dopo il caso Biscegliescoppia la crisi provinciale

Francesco Spina

BARI - «Secondo me sì». Così il segretario uscente del Pd Puglia, Michele Emiliano, ha risposto a chi gli chiedeva se a suo avviso fosse compatibile con i valori del Pd il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, che ha fatto richiesta di iscrizione online al Partito democratico, insieme con la maggioranza della sua amministrazione di centrodestra.


«In tutta sincerità - ha aggiunto - credo che stiamo un pò ingigantendo una storia abbastanza banale. Nel senso che da diversi anni questa amministrazione non è più di centrodestra» e Spina «era un sindaco civico».


Poi, ha sottolineato, «il collasso del centrodestra sta spingendo tantissima gente a iscriversi al Pd, a votare per il Pd. E questa amministrazione, che devo dire è una buona amministrazione con un sindaco in gamba che addirittura è diventato presidente della provincia Bat, ha fatto richiesta di entrare nel Pd».

«Dopodichè - ha proseguito - non mi pare che sia un dramma, però va verificata la compatibilità di questa richiesta con lo Statuto del Partito democratico».

«Quando hai un programma fortemente condiviso - ha concluso Emiliano - puoi pure accettare l’idea che una persona che non fa parte del tuo orizzonte ideologico possa sostenerlo e condividerlo con te».

MAI CON NOI FASCISTI O ISCRITTI IN AN -  «Se c'è qualcuno iscritto al Partito nazionale fascista o ad An, non entrerà mai nel Pd». Lo ha assicurato il segretario uscente del Pd Puglia, Michele Emiliano, rispondendo a chi gli chiedeva di commentare le circa 400 richieste di iscrizione online al Pd arrivate da Bisceglie insieme con quella del sindaco, Francesco Spina, e alla sua maggioranza di centrodestra. Spina è anche presidente della Provincia Bat (Barletta-Andria-Trani), la cui maggioranza è sempre di centrodestra.

«Se ci sono situazioni incompatibili politicamente con il Pd - ha spiegato Emiliano - non entreranno mai nel Pd». Parlando delle polemiche che il caso ha scatenato, Emiliano ha detto che "il dramma è nato perchè c'era qualcuno che pensava che il Partito Democratico di Bisceglie fosse una specie di piccolo zoo da coltivare in esclusiva. La vera ragione di questa polemica è che evidentemente qualcuno si sente minacciato all’interno del Pd da questa iscrizione. Noi però non possiamo tutelare chi si sente minacciato da nuovi tesseramenti».

«Io vengo dal partito comunista», ha ricordato Emiliano aggiungendo «però di non credere che il criterio per definire i nuovi iscritti al Pd debba essere il loro pedigree, deve essere la loro effettiva storia politica». «Se questi hanno una storia politica che è incompatibile con la nostra - ha concluso - non entreranno mai. Hanno fatto solo una richiesta. Non sono ancora tesserati. E il sindaco di Bisceglie vota per il centrosinistra da due anni». 

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Commenti all'articolo

  • rossini

    09 Febbraio 2016 - 18:06

    Caro Emiliano, pensaci un momento. La dignità e la coerenza sono valori che non si barattano per un pugno di voti. Il PD, oltretutto, non ne ha bisogno. Ha allungato le mani dappertutto: Governo, regioni, comuni, magistratura, banche. Perfino l'esercito e le forze dell'ordine. Non ha bisogno pure del Comune di Bisceglie. I voltagabbana e gli opportunisti lasciali cuocere nel loro brodo.

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