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arte e cultura

E' un foggiano doc
il nuovo direttore
di Castel del Monte

«Vorrei un museo che cambi la sua impostazione ottocentesca ponendosi non più al servizio di una élite, ma di una intera comunità», spiega Alfredo de Biase

Alfredo de Biase direttore museo Castel del Monte

Alfredo de Biase

Alfredo de Biase, 53 anni, un foggiano doc, dopo 15 anni alla Soprintendenza di Foggia è stato promosso alla direzione generale del Museo Archeologico di Palazzo Sinisi a Canosa e di Castel del Monte ad Andria: fiore all’occhiello della Puglia, il castello federiciano è tra i 49 siti italiani che l’Unesco ha inserito, nel 1996, nel World Heritage List ed è nella Top 30 dei musei italiani più visitati.
Docente a Brera presso l’Accademia di Belle Arti di Milano poi, dopo aver vinto il concorso nel Mibact, Alfredo de Biase ha lavorato come architetto nella soprintendenza ai beni artistici di Ravenna e sino ad un mese fa era direttore della Soprintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio per i territori di Foggia, BAT e Bari.

«Dell’esperienza foggiana, intensa e ovviamente maggiormente partecipata perché sono del posto - spiega -, ricordo in particolare gli interventi a tutela del paesaggio, perché la Capitanata è un’area straordinaria dal punto di vista paesaggistico, ma ha subito anche interventi invasivi. Penso alle pale eoliche sui monti dauni o al cemento che ha deturpato alcune aree del meraviglioso promontorio del Gargano. Essere riusciti non solo a limitare i danni ma a fare opera di prevenzione è per me motivo di orgoglio professionale. È stato un lavoro estenuante, ma alla fine gratificante».

Dalla soprintendenza al polo museale della Puglia con la direzione di due siti di straordinaria importanza. Con quale obiettivo?
«Vorrei un museo che cambi la sua impostazione ottocentesca ponendosi non più al servizio di una élite, ma di una intera comunità. Parafrasando Papa Francesco, il museo dev’essere “…una realtà vitale che sappia custodire il passato per raccontarlo agli uomini di oggi, a cominciare dai più umili, e disporsi così, con fiducia al presente ed anche al futuro. L’arte ha in sé una dimensione salvifica e deve aprirsi a tutti…”. Da questo punto di vista ho registrato grande interesse per un meccanismo nuovo e per questa nuova concezione che ho di museo, ma non basta. Sarà mio obiettivo aprire quanto più possibile il museo al pubblico poiché solo i visitatori, i cittadini possono essere i maggiori tutori e fruitori del proprio patrimonio culturale».
De Biase è alla guida del sito più visitato della Puglia, Castel del Monte, bene dell’Unesco e indicato dal ministro Franceschini come esempio di gestione di un museo aperto.
«Fa piacere, non ci sono dubbi avere questi apprezzamenti, penso che con la mia nomina si completi un disegno federiciano, visto che ad un reggente foggiano, Riccardo di Montefuscolo, fu dato incarico di completare quel meraviglioso castello», scherza de Biase.

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