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«No al wi fi nelle scuole» Appello alle istituzioni

«Un tavolo di confronto per i provvedimenti necessari e urgenti»

«No al wi fi nelle scuole» Appello alle istituzioni

LECCE - «Sì alle reti cablate. No al wifi nelle scuole e alle antenne per “Lecce wireless” sui tetti degli edifici scolastici». Il «Comitato via cavo» ha inviato ieri una lettera a Comune di Lecce, Provincia, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e ai dirigenti di tutti gli istituti scolastici salentini per azzerare o almeno ridurre le fonti di inquinamento elettromagnetico nelle scuole. «Chiediamo che anche da noi siano prese le necessarie misure per ridurre l’esposizione di bambini e giovani. Sia convocato un tavolo di confronto». La richiesta si basa sulla copiosa letteratura scientifica che evidenzia gli effetti nocivi per la salute umana legati alle esposizioni alle radiofrequenze ed ai campi elettromagnetici emessi dai dispositivi senza fili per la telecomunicazione.

«Gli effetti si verificano per esposizioni notevolmente inferiori ai valori limite di legge», spiega il comitato, coordinato dalla dottoressa Fabia Del Giudice. I sintomi più comuni sono aspecifici: mal di testa, insonnia, difficoltà di concentrazione, stanchezza, perdita di memoria, ritardi nell’apprendimento ed iperattività nei bambini, depressione, tinnito, nausea e vomito, aumento della pressione arteriosa. Poiché gli effetti nocivi si accumulano nel tempo, con il perdurare dell’esposizione alle radiofrequenze, i danni alla salute possono diventare più gravi. Il Comitato parla di danni neurologici permanenti, dall’Alzheimer alla demenza precoce, di danni al sistema immunitario, al sistema endocrino, danni al patrimonio genetico, tumori. «Bambini, adolescenti, donne incinte, anziani e soggetti con preesistenti problemi di salute sono particolarmente vulnerabili. La capacità di assorbimento delle radio frequenze e dei campi elettromagnetici dei bambini è maggiore di quella degli adulti: i loro corpi sono relativamente più piccoli, le ossa del cranio sono più sottili, il tessuto cerebrale è maggiormente assorbente. È stata evidenziata una correlazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e l’insorgenza di autismo nei bambini».

In Francia, una legge del febbraio 2015 vieta il wifi negli asili nido e nelle scuole materne e ne limita fortemente l’uso nelle scuole primarie e medie. La Provincia autonoma di Bolzano e la Regione Piemonte hanno impegnato le rispettive giunte a sostituire gli impianti esistenti con impianti a minor emissione. A Lecce hanno rifiutato il wireless per motivi precauzionali la scuola «Alighieri-Diaz» (che ha optato per la connessione cablata). Il Comune di Borgofranco d’Ivrea ha rimosso il wifi dalle scuole primarie e medie.

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