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«Ambiente svenduto»

Ilva: udienza preliminare
domani la requisitoria

Ilva

L'Ilva

TARANTO - La procura di Taranto ha reiterato la richiesta di rinvio a giudizio per i 47 imputati (44 persone fisiche e tre società) dell'inchiesta sull'Ilva denominata 'Ambiente svenduto', tornata oggi all'udienza preliminare dopo che la Corte d'Assise aveva annullato il decreto che disponeva il processo per un errore nel verbale del 23 luglio. I pubblici ministeri si sono riportati alle conclusioni della requisitoria della precedente udienza preliminare. Poi l'avvocato Sergio Torsella, a nome delle parti civili, ha chiesto ugualmente il rinvio a giudizio degli imputati.

La discussione dei difensori è fissata per il 10, 12, 15, 16, 17, 23 e 25 febbraio. Le date del 26 e 29 febbraio sono indicate per eventuali recuperi. Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva (il primo è l'unico detenuto del processo), esponenti politici tra i quali l'ex governatore della Puglia Nichi Vendola, amministratori in carica o degli anni passati, come l'attuale sindaco di Taranto Ezio Stefano, funzionari ministeriali e regionali e dirigenti dell'azienda siderurgica. Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva, proprietari dell’Ilva (oggi in amministrazione straordinaria), l'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, ex direttori di stabilimento, il direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, l’avvocato Francesco Perli (uno dei legali dell’Ilva), l’ex capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente.


L’elenco delle contestazioni comprende, tra gli altri, i reati di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari, concussione aggravata, getto pericoloso di cose, omissione di atti di ufficio, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, due omicidi colposi. Nel corso dell’udienza preliminare sfociata nei rinvii a giudizio, il gup Gilli aveva escluso dalla responsabilità civile le tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici) imputate ai sensi della legge 231 che disciplina la responsabilità amministrativa delle imprese. Sono stati già condannati con rito abbreviato don Marco Gerardo, ex segretario dell’ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa (10 mesi di reclusione con pena sospesa per favoreggiamento), e l’ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano (tre anni e quattro mesi per falso ideologico.

DIFESA PRESENTA ECCEZIONE DI NULLITA' - Nell’ambito della nuova udienza preliminare legata all’inchiesta denominata 'Ambiente svendutò per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, l'avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva, ha presentato eccezione di nullità facendo riferimento a un provvedimento interno del Tribunale, attraverso il quale il presidente Franco Lucafo, nell’assegnare il fascicolo al giudice De Simone, fornisce anche indicazioni in merito allo stato del procedimento penale, facendo salve le udienze precedenti a quella del 23 luglio.
Secondo il legale si tratta di una 'intromissionè che anticipa la decisione del giudice naturale. Per questo è stata presentata una eccezione per presunta violazione del diritto di difesa. Altre eccezioni hanno riguardato le costituzioni di parte civile presentate durante il processo, poi annullato dalla Corte d’Assise per un errore nel verbale rilevato in sede di udienza preliminare. Gli avvocati interessati hanno comunque riformulato la richiesta di costituzione di parte civile. 

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