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BARI

«Sei divorziato, non ti assolvo»
Caso alla Basilica di S. Nicola

«Sei divorziato, non ti assolvo»Caso alla Basilica di S. Nicola

Forse spinto dall’atmosfera del «Giubileo della Misericordia», tra l’altro alla vigilia di Natale, un barese divorziato e risposatosi solo con rito civile è entrato in un confessionale nella Basilica di San Nicola per chiedere al sacerdote «di turno» l’assoluzione, ma gli è stata rifiutata con un «no» ragionato.

Deluso nelle sue aspettative, ha scritto la sua testimonianza in una lettera inviata alla «Gazzetta». Ecco il testo.

«Io sono cattolico credente, ma anche divorziato e risposato civilmente e padre di una splendida figlia di 7 anni. Il giorno 24 in preparazione al santo Natale, eravamo con degli amici non di Bari nella basilica di S. Nicola e mi è venuto lo "schiribizzo" d'istinto dopo la bellezza di 12 anni di confessarmi. Sono entrato nel confessionale ed era lì ad aspettare un frate anzianotto, il quale mi ha fatto accomodare e mi ha chiesto perché fossi lì e da quanto tempo non mi confessavo.

Quando gli ho detto gli anni, ho cominciato ad intuire che non gli ero molto simpatico. Ma quando gli ho detto che ero divorziato e risposato si è scatenato!!! Mi ha profferito queste parole: "sei in peccato e non sei in condizioni di ricevere alcuna assoluzione". Alchè gli facevo notare quali sono i propositi (non dico di Cristo con il vangelo!!) ma di Papa Francesco, gli ho ricordato la Misericordia e che l'assoluzione la si deve dare a tutti coloro che si confessano. E lui replica: “solo se si pentono del peccato... allora se vuoi uscire dalla condizione di peccato dovresti ascoltare questo passaggio detto da un frate: lasciare la tua attuale concubina e da single anche se divorziato rientreresti fra coloro che non sono in una condizione di peccato!!”

Allora inizio ad innervosirmi non per la risposta del frate ma solo perché questo frate chissa quante altre brutture dirà alla gente ancora. Ancora più peccatore secondo lui perchè prendevo la Comunione, (questo dopo che il Sinodo ha permesso ai divorziati di prenderla... ma lui forse non era a conoscenza ne cosa fosse il Sinodo ne cosa è venuto fuori).

Insomma ne sono uscito avvilito per aver incontrato un personaggio di chiesa che merita di andare in pensione ma ancora più fortificato dentro. Insomma io comunque ho trascorso il Natale da Cristiano ma senza assoluzione, ma a lui io gli dissi che probabilmente non avrebbe trascorso un buon Natale per l'errore che aveva commesso.

Il priore della Basilica di S. Nicola dovrebbe ogni tanto rendersi conto dei danni che possono compiere certi frati».

La testimonianza affidata alla «Gazzetta» arriva pochi giorni dopo l’apertura della «porta santa» anche nella Basilica di San Nicola, nell’anno del «Giubileo della misericordia» indetto da papa Francesco. Un rito officiato dall’arcivescovo, mons. Francesco Cacucci per un percorso di «redenzione speciale» dei peccati, proposto nella Basilica secondo un itinerario suggerito attraverso alcune postazioni particolari all’interno della chiesa retta dai Padri Domenicani, nella cui cripta sono custodite le spoglie di San Nicola.

La novità di questo Giubileo straordinario è la diffusione in tutte le Chiese locali di Basiliche e Cattedrali delle «porte sante», condizione che non rende più necessario il pellegrinaggio a Roma per chiedere la «cancellazione» dei propri peccati dopo il percorso spirituale suggerito dai religiosi.

In questo ambito l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto ha appunto deciso - come annunciò l’arcivescovo Cacucci - di «potenziare» il numero dei sacerdoti a disposizione della gente per il sacramento della confessione, tappa considerata necessaria per compiere il percorso giubilare.

Un’ultima notizia. A febbraio il papa invierà nelle diocesi i «missionari della misericordia», religiosi abilitati ad assolvere quei peccati gravissimi che solo la Santa Sede o il Vescovo possono «rimettere» con l’assoluzione. In questa categoria rientra l’aborto.

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Commenti all'articolo

  • rossini

    01 Gennaio 2016 - 11:11

    Questa, naturalmente, è la versione del "cattolico credente" divorziato e risposato civilmente. Come siano andate effettivamente le cose non lo sapremo mai perché il "frate anzianotto" non potrà mai dire la sua. In ogni caso al "cattolico credente" vorrei dire che l'assoluzione SI CHIEDE ma non si può "PRETENDERE". Lui, invece, la ESIGE ed allora non disturbi i preti perché se l'è già data da sé.

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  • BitterColin

    31 Dicembre 2015 - 22:10

    Ha fatto bene il frate a ricordare al fratello che la fede non è una opinione che si legge sui giornali e che si adatta di volta in volta alle mode del momento, ma qualcosa di più profondo. Il pentimento è conseguenza della voglia di riparare al danno fatto, non semplicemente un pensiero che oggi c'è e domani va via e visto che è l'anno giubilare, sai che ti dico, mi confesso e mi ripulisco...

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