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Piazza Mazzini senza traffico?
Coro di «no» dai commercianti

L’allargamento della zona a traffico limitato, e la mobilità in generale, sarà uno degli argomenti pilastro della prossima campagna elettorale

Piazza Mazzini a Lecce

Piazza Mazzini a Lecce

di EMANUELA TOMMASI

LECCE - Piazza Mazzini a traffico limitato? Ai commercianti non piace la proposta delle associazioni del Forum «La salute in tutte le politiche» di chiudere alle auto. Gli esercenti, soprattutto quelli della Galleria (il lato della piazza che più degli altri potrebbe essere interessato dalla chiusura) respingono l’offerta al mittente, con una serie di puntualizzazioni. Lo avevano fatto sapere pure al sindaco Paolo Perrone, in un incontro svoltosi qualche mese addietro «sul campo», per misurare l’orientamento sia in previsione del Natale sia per un orientamento più ampio.

E’ evidente che l’allargamento della zona a traffico limitato, e la mobilità in generale, sarà uno degli argomenti pilastro della prossima campagna elettorale. Il centrosinistra continua ad insistere sulla necessità di adottare provvedimenti che riducano sempre più l’uso dell’auto privata. Questo è stato anche l’oggetto di un questionario sottoposto ad un campione di cittadini, qualche mese addietro. Tra i risultati del quale c’è stato, per l’appunto, l’allargamento della ztl sino a piazza Mazzini.
Negli intervistati presi a campione probabilmente c’erano pochi e nessun commerciante della zona. Perchè, a girar loro la domanda, si riceve un coro di «no», più o meno deciso. Tranne qualche eccezione.

«La piazza deve restare aperta - dicono in coro dal negozio di abbigliamento sportivo Toticchio - La dimostrazione l’abbiamo avuta a Natale, quando, senza chiusure, l’attività commerciale è andata bene per tutti. E in città non ci sembra che ci siano state grosse ripercussioni».
Lo stesso dice Alfredo Ferullo, titolare dell’omonimo negozio di calzature e pelletteria. «Tutte le domeniche pomeriggio, quando i negozi sono chiusi, piazza Mazzini e tutto il centro della città è preso d’assedio dalle auto - osserva - Ecco perchè non ha senso correlare lo shopping con i divieti alla circolazione».

«Prima di chiudere alle auto - dicono Antonio Caputo e Francesca Giammarruco, della Creperie - bisognerebbe provvedere ad individuare i parcheggi». E riporta l’attenzione al vecchio progetto del parcheggio sotterraneo. «L’Amministrazione vuole promuovere l’uso della bicicletta - insiste Caputo - Ma cosa possono promuovere quelle stazioni del bike sharing nel più totale abbandono?». Cinzia Caputo sollecita, piuttosto, qualche attenzione in più, anche piccola, per valorizzare la Galleria. «Perchè non mettono panchine per aiutare chi si muove a piedi per svago e per necessità?» dice.

«In teoria sarebbe bello pensare alla piazza senz’auto - sostiene Luca, del bar Galleria - Ma bisognerebbe creare motivi e punti d’attrazione, con spettacoli, iniziative, eventi. E tanti servizi».
In controtendenza Luigi Marsini, dell’omonimo salone. «Credo che sarebbe bellissimo se ci fosse un’unica isola pedonale da qui al centro storico - osserva - Si potrebbe passeggiare con tranquillità, senza sentire puzza di smog e rumore di clacson, senza avere l’incubo della sosta che scade. Certo - continua - immagino che vengano fatti gli arredi urbani adeguati, che gli esercenti concordino arredi omogenei, e ci sia una vera riqualificazione».

Ma la domanda sull’eventuale chiusura dà la stura alla disillusione ed alla rabbia, ad un gruppo di negozianti che chiede l’anonimato. «Sono trent’anni che ci prendono in giro, tutti: da Destra, da Sinistra, dal Centro - dicono in coro - Si comincia a sentire odore di elezioni e subito tirano fuori l’idea nuova dal cilindro. Non ci crediamo più». E giù con una lista nera di accuse e lamentele che non ha fine. «Meglio non parlare» concludono.

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