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Bisceglie

Sant'Adoeno
preda dell'incuria

La facciata dell’antichissima abbazia, una delle chiese più importanti dell’Italia meridionale, è in un penoso stato

Sant’Adoeno a Bisceglie

facciata di Sant’Adoeno

di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Patine, erbacce ed escrementi di volatili. La facciata dell’antichissima abbazia di Sant’Adoeno nel centro storico di Bisceglie, una delle chiese più importanti dell’Italia meridionale visitata da molti turisti, è avvolta in un penoso stato di degrado.
Sul suo rosone vi è un “letto” di escrementi depositati dai colombi. A questo si aggiunge il caos nel sagrato utilizzato come parcheggio e deposito di bidoni.

NECESSARIA MAGGIORE ATTENZIONE - Un monumento, dunque, che meriterebbe esternamente un maggiore decoro e tutela ed il divieto di sosta dei veicoli. Il recupero della facciata principale dell’edificio, costruito nel 1074 dai normanni e dedicato al vescovo di Rouen loro protettore, ricca di sculture, non fu compreso nei lavori di restauro interni, avviati dieci anni fa. I fondi statali, circa 500 mila euro, furono utilizzati per riportare all’antico splendore l’interno della chiesa e si rivelarono insufficienti.

FONDI NECESSARI - Per completare l’opera di recupero sarebbero necessari non meno di 200mila euro. Si resta in attesa invece per ripulire i lineamenti architettonici della facciata di Sant’Adoeno, che è stata interessata dalla riapertura dei due varchi laterali all’ingresso principale che erano stati irresponsabilmente murati in anni lontani ed ora sono stati ripristinati con i portoni di legno.
Durante i lavori interni nella chiesa, nota anche perché ogni sabato le partorienti venerano, come da antico rito, la Madonna del Soccorso, vennero alla luce anche interessanti tracce interrate di una struttura preesistente, che meriterebbero studi approfonditi, ed anche una ventina di sepolcreti.

UN SECONDO CAMPANILE SCOMPARSO - Tra gli altri particolari emersi durante i lavori progettati dall’ing. Sergio Bombini furono rilevate tracce della base di un secondo campanile esistente in passato.
Così come molta suggestione destò lo spostamento ed il restauro con la tecnica laser del pregevole fonte battesimale, risalente all’XI secolo, pesante circa 15 quintali, che era stato relegato in un angolo addossato al muro di ingresso, occultandone la sua straordinaria iconografia scolpita in un unico blocco di pietra.
Sono invece oggi visibili nel loro insieme le figure scolpite dei quattro evangelisti e soprattutto di Sant’Adoeno vescovo.
È una chiesa che ha dominato la storia ecclesiastica non solo di Bisceglie, città un tempo sede di diocesi con cattedra episcopale, che ebbe un ruolo nelle vicende dei Templari.
L’11 giugno del 1911 le sue facciate ed il campanile furono dichiarate di notevole interesse storico dal Ministero dei Beni Culturali.
Una tutela da rispolverare, per rispetto della storia.

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