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La «fòcara»

Novoli, la magìa del fuoco
un falò alto 25 metri
bagno di folla in Salento

Il forte vento e la pioggia che ha bagnato Novoli (Lecce) per tutto il giorno, ieri sera hanno smesso all’improvviso di mettere a dura prova i 40mila che hanno sfidato il freddo per assistere all’accensione della Focara, il falò alto 26 metri e largo 20, che tradizionalmente i fedeli erigono in onore di Sant'Antonio Abate, accatastando più di 60mila fasci di tralci di vite che quest’anno, per la prima volta, sono stati posati anche dalle donne.


«E' stato il Santo - dicevano anche i più giovani tra la folla - altrimenti non si spiegherebbe come mai pochi minuti prima dell’accensione il tempo sia migliorato improvvisamente». Nessuno, neppure i più anziani, hanno fatto un passo indietro quando lapilli infuocati, sparati nel cielo dai fuochi pirotecnici che hanno infiammato il falò più grande del Mediterraneo, ricadevano sulle teste dei più coraggiosi che hanno assistito allo spettacolo a ridosso della gigantesca pira. "E' tutto ok, non succede nulla - assicuravano i fedeli più esperti - Sant'Antonio non permette mai che nessuno si faccia male». All’evento, questa vola dedicato all’unione fra i popoli, e che ogni anno mette insieme religione, cultura e musica con il 'Focara festival', hanno partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Quest’ultimo, che oggi tiene una lectio magistralis sul Santo Patrono protagonista dei festeggiamenti, è rimasto "affascinato dalle tante belle donne», ma avrebbe preferito «più fuochi naturali» e la presenza di «una banda» e «di tante streghe da bruciare: per l’anno prossimo - ha commentato Sgarbi - mi candido a liberare la Focara dai fuochi artificiali».


Intanto il falò, che arde per 48 ore, oggi scalda la tradizionale processione slittata ieri per il maltempo. E i 150mila attesi nella tre giorni di esibizioni dei gruppi musicali, fino a domani 18 gennaio, tra cui i Subsonica che suonano stasera, possono contare su un clima più clemente. Del resto, sottolineano gli organizzatori, «sono venuti da molte regioni per assistere a uno spettacolo che ogni anno miglioriamo: lo testimoniano le strutture ricettive che registrano il tutto esaurito, e ieri eravamo in 40mila nonostante alcuni ci abbiano raggiunto solo quando la pioggia ha smesso di cadere». Tra gli ospiti, oltre agli artisti Gianfranco Baruchello e Regina Josè Galindo, anche il funambolo Jade Martin che poco prima dell’accensione della Focara si è esibito a 12 metri d’altezza, su un cavo d’acciaio ancora bagnato e mosso dal vento, corteggiando una danzatrice sospesa nel vuoto. Fede ma anche economia per rilanciare il territorio, le fondazioni della Focara e della Notte della Taranta (ad agosto a Melpignano-Lecce) hanno siglato una intesa che permetterà di collaborare per attrarre turisti in Salento sia d’estate sia d’inverno.

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