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Indagato per morte poliziotta
scagionato: fu suicidio

Lo rende noto l’avvocato di Luigi Di Lauro: «Dopo 16 lunghi mesi di gogna mediatica per il giornalista Rai, indagato con l’accusa infamante di omicidio volontario, arriva la sua piena e totale riabilitazione»

Anna Esposito

Anna Esposito

POTENZA - Il gip di Potenza Michela Tiziana Petrocelli ha accolto «in toto, senza neanche ritenere necessario il passaggio in camera di consiglio» la richiesta dei pm Francesco Basentini e Valentina Santoro di archiviazione per il giornalista della Rai Luigi Di Lauro, che era indagato per l'omicidio di Anna Esposito, dirigente della Digos della questura del capoluogo lucano, trovata morta nel suo alloggio di servizio la mattina del 12 marzo 2001.
Lo ha reso noto l’avvocato di Di Lauro, Leonardo Pinto: «Dopo 16 lunghi mesi di gogna mediatica per il giornalista Rai, indagato con l’accusa infamante di omicidio volontario, arriva la sua piena e totale riabilitazione. Luigi Di Lauro è del tutto estraneo alla triste vicenda». Dopo la riesumazione del corpo, un nuovo esame autoptico «ha confermato il suicidio ed escluso - ha proseguito il legale - in maniera netta e definitiva qualsiasi altra ipotesi all’origine della morte della poliziotta».

«Che Anna Esposito abbia voluto togliersi la vita - ha evidenziato l’avvocato difensore - lo hanno stabilito la prima consulenza medico-legale eseguita nel 2001 dal prof. Strada e dal dott. Maglietta e la superperizia depositata il 24 giugno 2015 dai consulenti tecnici d’ufficio prof. Introna e dott.ssa Innamorato, nominati dalla Procura di Potenza. Nessun riscontro rispetto alle accuse rivolte a Di Lauro è, inoltre, emerso dalla complessa, scrupolosa ed approfondita attività investigativa svolta a seguito della riapertura delle indagini, tra cui la riesumazione della salma e un nuovo esame autoptico che ha confermato il suicidio ed escluso in maniera netta e definitiva qualsiasi altra ipotesi all’origine della morte della poliziotta. Nè a Luigi Di Lauro, emerge dal decreto di archiviazione, è riconducibile alcun comportamento che possa configurare un suo concorso alla causazione dell’exitus».

L’avvocato ha poi evidenziato che «insomma Di Lauro è del tutto estraneo alla triste vicenda. Ciononostante per oltre un anno, in silenzio, ha dovuto subire l’onta dell’ombra del sospetto e gli schizzi di fango riversati nei suoi confronti in trasmissioni televisive, sui giornali, sui social e nelle piazze, dall’efficiente macchina di improvvisati periti e giudici extra ordinem».

«Auguro che non capiti ad altri di subire l’ingiusta accusa dalla quale - ha continuato l’avvocato - si è dovuto difendere Luigi, che ha vissuto con grande compostezza e serenità il calvario cui è stato sottoposto. Sin dall’inizio dell’assurda accusa, egli ha riposto piena fiducia nella giustizia, mettendosi a disposizione della magistratura requirente, collaborando affinchè si facesse piena luce sulla sua totale estraneità alla morte della povera Anna Esposito. Infatti - ha proseguito - non ha proposto alcuna forma di opposizione ovvero di condizionamento alle attività investigative svolte (compresa la riesumazione della salma per consentire l’effettuazione della 'superperizià). Ciononostante, è stato oggetto di gossip e destinatario di gratuite accuse dirette e indirette che lo hanno seriamente segnato a livello umano. Accuse rivelatesi infondate di cui gli autori dovranno ora rispondere nelle sedi competenti. Da sempre, come noto, mi batto nelle aule di giustizia per una informazioni libera, indipendente ed autonoma da ogni forma di condizionamento. Per Luigi, però, in alcuni casi ci si è spinti in ricostruzioni - anzi costruzioni - fantasiose condite, a volte, da dosi di ignoranza e cattiveria. Luigi anche in tali casi, pur soffrendo intimamente, ha mostrato tanta compostezza senza mai assumere iniziative per condizionare l’operato fortemente censurabile di suoi colleghi. Un sincero augurio affinchè - ha concluso Pinto - lo stesso cancelli presto e definitivamente dai suoi ricordi la triste vicenda». 

«Siamo sempre stati certi della completa estraneità del collega Luigi Di Lauro rispetto alle accuse contestategli e oggi è arrivata la conferma di quanto sostenuto». E’ il commento dell’Assostampa Basilicata. «La magistratura ha archiviato definitivamente questa vicenda giudiziaria dopo 16 mesi di indagini. Oltre alla soddisfazione per quanto stabilito dal giudice siamo convinti che ora il collega Di Lauro si dedicherà con maggiore serenità al suo prezioso lavoro al servizio dell’informazione in Basilicata».

Anche il Cdr della Redazione Rai della Basilicata interviene e «ribadisce la sua stima al collega ed auspica vivamente che ora possa dedicarsi pienamente alla sua attività professionale dalla quale in qualche modo si è trovato escluso per l’enormità e la gravita di accuse ora del tutto crollate».

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