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Telecardiologia, ex gestore
accusato di turbativa d'asta

Scandalo Telecardiologiaipotesi turbativa d'astaper ex gestore Cardio On line

BARI -L’ipotesi è che a forza di lettere anonime - e di presunti malfunzionamenti, non verificati, ma diffusi su alcuni siti Internet - sia stato messo in atto un tentativo di bloccare la gara d’appalto per la nuova telecardiologia pubblica. È l’ultimo spunto emerso nell’inchiesta che il Nucleo Tributario della Finanza di Bari si appresta a chiudere consegnando un’informativa al pm Claudio Pinto: nel mirino c’è il servizio che il vecchio appaltatore privato, la Cardio On Line, avrebbe svolto per anni chiedendo alla Regione rimborsi più alti del dovuto.
Il fascicolo - uno dei 4 aperti sulla telecardiologia - ipotizza infatti la truffa ai danni dello Stato e il falso in atto pubblico, anche se sono in corso approfondimenti su un presunti episodi di concussione da parte di ex funzionari pubblici che in passato hanno avuto un ruolo nell’affidamento del servizio. La novità sono appunto le ipotesi di tentata turbativa d’asta e di procurato allarme, entrate nell’indagine dopo la denuncia depositata dal direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, a carico del titolare della Cardio On Line e di un giornalista.
Al vaglio dei finanzieri ci sono, tra l’altro, tre lettere anonime, tutte dello stesso tenore, che contengono notizie di presunte irregolarità negli appalti per l’acquisto dei nuovi tablet in dotazione alle ambulanze del 118. Una delle lettere è arrivata anche al secondo classificato della gara, per «convincerlo» a fare ricorso al Tar: l’azienda ne ha invece dato notizia al Policlinico. Parallelamente, Cardio On Line presentava diffide a Policlinico e Regione affinché non procedessero con il nuovo progetto. Le presunte irregolarità dell’appalto illustrate nelle lettere anonime - una delle tre in estate è confluita in una interrogazione presentata dalla capogruppo grillina Antonella Laricchia - sono si sono rivelate false: la procedura è infatti regolare. Ciò che l’indagine vuole accertare è se l’effetto a tenaglia delle diffide di Cardio On Line e delle lettere anonime, condite con le notizie a valanga sui malfunzionamenti del nuovo sistema, potesse essere quello di bloccare il nuovo appalto per costringere la Regione a prorogare il vecchio: l’unico interessato a una eventualità del genere - ragiona chi sta seguendo la vicenda - è proprio il vecchio appaltatore.
Il fascicolo, in cui la Regione figura come parte offesa con l’avvocato Rosario Cristino, ruota intorno all’esposto depositato lo scorso anno dall’allora assessore Elena Gentile. Nella denuncia si analizza il contratto tra Cardio On Line e la Regione, sottolineando alcuni meccanismi penalizzanti per l’ente pubblico. In particolare, l’appaltatore si era impegnato a fornire una seconda equipe cardiologica al raggiungimento dei 180 ecg giornalieri: la Regione ha regolarmente pagato (altri 600mila euro l’anno, si veda l’articolo in alto), ma la seconda equipe non si è mai vista. [m.s.]

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