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emergenza

L'appello dal Perrino
«Venite a donare sangue»

«Ci stiamo accorgendo che buona parte dei donatori si fanno vedere solo quando ad avere bisogno di sangue è qualche parente o amico e questo non va bene»

donazione sangue

BRINDISI - L’appello lanciato attraverso la Gazzetta e il social-network ha colto nel segno: nella sola mattinata di ieri, ben 27 sono state le donazioni effettuate presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale “Perrino”. Ma evidentemente non basta perchè riscontri di simili proporzioni dovrebbero avvenire ogni giorno e, soprattutto, non dietro apposita sollecitazione, laddove le urgenze a cui far fronte sono quotidiane.

«Stiamo messi male, inutile negarlo - dice al riguardo la dott.ssa Antonella Miccoli; ad esempio, oggi (ieri per chi legge, ndr), malgrado la discreta affluenza di donatori, abbiamo potuto assecondare solo i casi più urgenti, limitando tantissimo la microcitemia e creando nei pazienti affetti un po’ di malumore. L’impressione è che sia cambiato qualcosa perchè, se è vero che le richieste sono aumentate, è altrettanto vero che il numero di donatori è diminuito, altrimenti non si spiegherebbe per quale ragione in un periodo come questo ci ritroviamo in simile difficoltà. Non era mai successo e questo vorrà pur dire qualcosa».

«Ci stiamo accorgendo, in altre parole - aggiunge - che buona parte dei donatori si fanno vedere solo quando ad avere bisogno di sangue è qualche parente o amico e questo non va bene. Per far fronte a tale carenza, da un po’ di tempo a questa parte stiamo organizzando ogni domenica ben tre raccolte itineranti per volta e anche questo in passato non era mai successo».

Quello di lanciare con frequenza appelli diventa, allora, quasi un obbligo: «In questi giorni - racconta ancora la dott.ssa Miccoli - mi sono rivolta al sindaco, trovando grande disponibilità, ed anche all’Onu che manderà qualcuno nei prossimi giorni. Stiamo facendo anche propaganda nelle scuole facendo leva sui ragazzi affinchè convincano genitori e parenti a donare. Stessa disponibilità abbiamo riscontrato contattando anche il vice-questore e non stiamo trascurando neppure la cassa di risonanza che ha Facebook. Ma, lo ribadisco ancora una volta, fa male vedere che, senza sollecitazioni mirate, in pochissimi vengono a donare. Dove è finito lo spirito di solidarietà?».
L’invito a recarsi al Centro Trasfusionale, insomma, si rinnova ed è rivolto soprattutto ai donatori con gruppo sanguigno “0” (sia Rh positivo, sia Rh negativo), laddove con esso si riesce a coprire buona parte del fabbisogno. [p. potì]

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