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Tar di Lecce: la bonifica
del sito Vergine a Taranto
è a carico del gestore

Il Comune di Taranto non può imporre ai proprietari dei terreni su cui insiste la discarica la bonifica delle aree. Il principio affermato dal Tar di Lecce

rifiuti

TARANTO - Il Comune di Taranto non può imporre ai proprietari dei terreni su cui insiste la discarica Vergine la bonifica delle aree. E’ questo il principio affermato dal Tar di Lecce che, con ordinanza pubblicata questa mattina, ha accolto il ricorso cautelare proposto dall’avv.Luigi Quinto nell’interesse dei proprietari dell’area (che fa capo a un imprenditore di Firenze) contro il provvedimento con il quale il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano aveva imposto agli stessi proprietari alcuni interventi di bonifica consistenti, tra l'atro, nella rimozione immediata del percolato.

L’ordine di bonifica resta invece valido ed efficace nei confronti del gestore dell’impianto, la società Vergine srl, che al di là dell’omonimia non ha nulla a che vedere con i proprietari dell’area: Giuseppe, Giovanna, Anna Maria e Dino Vergine. Il Tar, spiega in una nota Quinto, «ha osservato come manchi un accertamento di una qualche responsabilità dei proprietari nella causazione del danno ed altresì come la responsabilità costituisca il presupposto indefettibile per imporre un obbligo di bonifica in virtù del principio di derivazione comunitaria del 'chi inquina pagà.

Sono quindi liberati da ogni obbligo i proprietari dei terreni della discarica Verginè. Il legale fa presente, infine, che «da quanto è dato sapere, la società concessionaria non dispone di risorse finanziarie adeguate ad adempiere all’ordine di bonifica per il cui completamento sono necessari circa 20 milioni di euro. Non sembra quindi esserci alternativa se non quella di ricercare un altro imprenditore che possa subentrare nella gestione sobbarcarsi l’onere di bonifica». L’area, nei pressi di Lizzano, si trova nell’isola amministrativa di Taranto.

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