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Taranto, terminata
mappatura mar Piccolo

Nelle oltre 334 ore di immersione sono stati individuati oltre 550 contatti di natura antropica (pneumatici, materiale ferroso, bidoni, reti e materiali da pesca) che si aggiungono ai circa 300 localizzati nella fascia prospiciente le banchine

mar piccolo Taranto

TARANTO - E’ terminata dopo 63 giornate lavorative, in stretto coordinamento con il commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione della città di Taranto, Vera Corbelli, la caratterizzazione dell’area chiamata «170 ettari» del Mar Piccolo di Taranto di competenza della Marina Militare.

«L'attività - spiega il comando Marina sud - si inquadra nell’ambito dell’accordo di collaborazione che il commissario straordinario e la Marina Militare hanno siglato a giugno 2015, con cui la Forza Armata ha messo a disposizione la sua esperienza, i suoi mezzi e il suo personale per dare un contributo tangibile agli interventi urgenti da porre in essere per la bonifica del Mar Piccolo di Taranto».

L’attività condotta nel Mar Piccolo da squadre formate da sei a 11 operatori del Gos (Gruppo Operativo Subacquei) di Comsubin (Comando Subacquei e Incursori) si è basata anche sui precedenti rilievi effettuati da un team congiunto composto da ricercatori, strumenti e mezzi messi a disposizione dall’Università di Bari, dal Cnr e dall’Istituto Idrografico della Marina.

Nelle oltre 334 ore di immersione degli operatori della Marina dal mese di agosto 2015 sono stati individuati oltre 550 contatti di natura antropica (pneumatici, materiale ferroso, bidoni, reti e materiali da pesca)che si aggiungono ai circa 300 localizzati nella fascia prospiciente le banchine (sino a 30-40 metri). Tutti i contatti individuati sono stati ispezionati, identificati visivamente, codificati, geolocalizzati e videoripresi che ha consentito all’Istituto Idrografico della Marina di creare un completo database.
«La conclusione di questa importante operazione - è detto nella nota di Marina sud - permette di fare un passo avanti verso le successive operazioni di rimozione dal fondo dei rifiuti antropici».

Un team costituito dai collaboratori del commissario straordinario Corbelli, da biologi di enti di ricerca/università, con il supporto degli operatori del Gruppo Operativo Subacquei della Marina, valuteranno l’opportunità di rimuovere gli oggetti rinvenuti che nel tempo potrebbero essere diventati habitat di specie protette.

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