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Oliveto lucano celebra
le nozze degli alberi

OLIVETO LUCANO - Un “matrimonio” ricco di tratti originali, legato alla fecondità della terra, che esalta il rapporto ancestrale tra l’uomo e la natura. Racchiude tutto questo il Maggio Olivetese, l’antico culto arboreo che celebra il singolare sposalizio tra il Maggio (il tronco) e la Cima (l’agrifoglio) in occasione della festa dedicata al patrono San Cipriano. Quello che si svolge ad Oliveto Lucano, dal 10 al 12 agosto, è un rito popolare
Oliveto lucano celebra
le nozze degli alberi
OLIVETO LUCANO - Un “matrimonio” ricco di tratti originali, legato alla fecondità della terra, che esalta il rapporto ancestrale tra l’uomo e la natura. Racchiude tutto questo il Maggio Olivetese, l’antico culto arboreo che celebra il singolare sposalizio tra il Maggio (il tronco) e la Cima (l’agrifoglio) in occasione della festa dedicata al patrono San Cipriano. Quello che si svolge ad Oliveto Lucano, dal 10 al 12 agosto, è un rito popolare che rientra a pieno titolo nel circuito dei “culti arborei di Basilicata” e, sul quale, negli ultimi anni, si sono accesi i riflettori di istituzioni, studiosi e turisti per le sue caratteristiche che ne hanno mantenuto intatti gli elementi tipici del rituale arboreo.

Il Maggio Olivetese, inoltre, desta sempre maggiore interesse, anche per la cornice naturale teatro dell’evento che si tiene tra i rigogliosi boschi e il suggestivo borgo situato alle pendici del Monte Croccia, nell’area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Dopo il taglio degli “Spond” e quello del Maggio, l’evento organizzato dal Comune di Oliveto Lucano, dalla Pro Loco Olea e dal Comitato Feste Patronali della Parrocchia Santa Maria delle Grazie con il sostegno del programma operativo Fesr della Regione Basilicata, entra dunque nelle sue fasi più attese ed emozionanti che culmineranno con le nozze tra la Cima e il Maggio. La festa propiziatrice di fecondità e benessere vede protagonisti gli alberi che vengono issati quanto più in alto, quasi a voler propendere ad un ideale abbraccio dell’uomo con il cielo.

Tutto ha il sapore di arcaico, in un clima di euforia collettiva tra primordiali rituali pagani che si mescolano con il lato devozionale ispirato alla fede cristiana. Momenti di suggestione sono l’incontro del “Ma g gio” con la “Cima”; il ballo del “Ma g gio” e della “Cima”; i lavori preparatori per l’innesto del tronco all’agrifoglio; l’innesto del “Mag - gio” alla “Cima”; la scalata del “Maggio” oltre a quelli più squisitamente religiosi in omaggio al patrono. «Il Maggio Olivetese – afferma Saveria Catena, presidente della Pro Loco Olea conserva genuinità, semplicità ed un forte legame con la natura, caratteristiche che ne hanno preservato il suo patrimonio originario.

Da alcuni anni si nota una maggiore partecipazione dei giovani provenienti da tutte le parti Italia ed a volte anche dall’estero. Sono spesso figli di olivetesi emigrati che rientrano per trascorrere le loro vacanze, accompagnati da amici incuriositi dai racconti e dalle foto mostrate. È stato profuso un impegno notevole da parte del Comitato Feste, guidato dal sacerdote don Anthony Achunonu, dalla Pro Loco Olea, così come dall’Amministrazione Comunale presieduta dal sindaco Anna Trevigno. Siamo certi – c onclude Saveria Catena – che anche quest’anno il Maggio porterà ad Oliveto Lucano tanti turisti e visitatori, curiosi di scoprire l’antico culto arboreo e le bellezze storico-naturalistiche del nostro paese».

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