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Braccio di ferro nel Governo
per il commissario all'Ilva

ROMA - Braccio di ferro nel Governo su chi dovrà gestire l’attuazione del piano di  risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto. A quanto si  apprende, il ministero dell’Ambiente è favorevole ad alcuni  emendamenti analoghi, tra cui quello firmato da Massimo Caleo  (capogruppo Pd in commissione Ambiente del Senato) che  modifica la proposta del Governo. La misura prevede non la istituzione di un vero e proprio 'commissario ambientalè ma un rafforzamento dei poteri in materia in capo al  sub-commissario
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Braccio di ferro nel Governo
per il commissario all'Ilva
ROMA – E' scontro aperto sul Piano di risanamento dell’Ilva. Le cartucce le sparano il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente. Motivo del contendere è la figura del commissario per l’attuazione del Piano di risanamento del grande siderurgico tarantino. Il campo da gioco questa volta è lo spazio, dedicato alle proposte di modifica, del decreto competitività. Un provvedimento in esame alle commissioni competenti del Senato di ampio respiro che, nei suoi 34 articoli, contempla anche una norma (per ora un emendamento dei relatori) per risolvere la criticità nella gestione dei rifiuti in Lazio.

Il braccio di ferro sull'Ilva tra i due dicasteri sarebbe dettato dal diniego di via Vittorio Veneto ad una sovrapposizione alla figura del commissario straordinario, che ora si chiama Piero Gnudi. Per il dicastero dell’Ambiente è invece un punto fermo, nonchè una garanzia, che le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) siano attuate, insieme con le misure di tutela sanitaria.

Per capire occorre fare un passo indietro, anzi due. Il governo ha infatti presentato una proposta al decreto competitività che 'traducè in emendamento il sesto decreto sull'Ilva approvato dall’ultimo consiglio dei ministri (dedicato soprattutto al prestito ponte). Poi, un subemendamento che – secondo quanto si apprende - troverebbe il sostegno dell’Ambiente offre una formulazione che avrebbe dovuta accontentare un pò tutti: lasciando il subcommissario, già previsto, ma ampliandone le funzioni con 'carta biancà per l’attuazione degli interventi.

nvece il nodo è rimasto, e sembra che a scioglierlo dovrà pensarci Palazzo Chigi dove è in corso la riflessione. I conti non finiscono qui, perchè il Pd al Senato, con il capogruppo in commissione Industria Salvatore Tomaselli, chiede anche lo sblocco delle risorse dei Riva poste sotto sequestro per l’attuazione del Piano di risanamento. I Dem avevano in effetti annunciato autonomia, proprio sull'Ilva. Sui rifiuti nel Lazio un emendamento dei relatori produce una norma che dispone, al presidente della Regione Lazio e al sindaco di uno dei comuni della regione, poteri speciali e possibilità di adottare ordinanze urgenti per la gestione dei rifiuti, compresa la requisizione in uso degli impianti.

Sempre in ambito rifiuti, alcuni senatori Forza Italia chiedono lo stop fino a gennaio 2016 dell’obbligo del Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti. Sono attesi nuovi emendamenti su alcuni temi caldi come l'anatocismo (la capitalizzazione degli interessi) e il taglia-bollette. Proprio sullo spalma incentivi ci sarebbe un accordo tra maggioranza e governo per modificare il provvedimento, raggiunto non senza discussioni e – come viene raccontato da alcuni presenti – tanto da aver portato il viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti a minacciare le dimissioni. Ed è per questo che sarebbero ancora all’opera i tecnici per le limature del caso.

In ogni caso il giorno chiave sarà il 23 luglio, quando si dovrà necessariamente chiudere il lavoro nelle commissioni; anche perchè dal 24 il testo è atteso in Aula, dove il voto di fiducia sembra scontato.

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