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Potenza, lavori dall'Anas
senza i requisiti antimafia
tre agli arresti domiciliari

POTENZA – Cento automezzi e appalti per la manutenzione stradale ottenuti dall’Anas in Basilicata - principalmente sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano (Salerno) – con lavori per milioni di euro, aggiudicati da società create per eludere le normative antimafia: sono tre le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguite dalla squadra mobile del capoluogo lucano nell’ambito dell’inchiesta “Camaleonte”
Potenza, lavori dall'Anas
senza i requisiti antimafia
tre agli arresti domiciliari
POTENZA – Cento automezzi e appalti per la manutenzione stradale ottenuti dall’Anas in Basilicata - principalmente sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano (Salerno) – con lavori per milioni di euro, aggiudicati da società create per eludere le normative antimafia: sono tre le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguite dalla squadra mobile del capoluogo lucano nell’ambito dell’inchiesta “Camaleonte” della Dda della Procura della Repubblica di Potenza.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati stamani a Potenza dal Procuratore della Repubblica, Luigi Gay, dal pm Francesco Basentini, dal vicequestore vicario Dario Sallustio e dal sostituto commissario Antonio Mennuni. Le misure sono state emesse dal gip Tiziana Petrocelli: sono agli arresti domiciliari Rocco Lapelosa (già coinvolto nell’inchiesta “Iena 2” del 2004 sugli intrecci tra mafia, imprenditori e politica in Basilicata), la moglie Rosy Abiusi, e un dipendente romeno (e in un caso prestanome) Nicusor Almajeanu. Risulta invece indagata la sorella di Lapelosa.

Le indagini partono da un controllo effettuato dalla Polizia Stradale nell’inverno del 2013 su un automezzo spargisale sprovvisto di certificato assicurativo: il camion era intestato alla società “Lavori e servizi” di cui risultava formalmente come legale rappresentante Almajeanu. La squadra mobile di Potenza ha poi controllato le società, i collegamenti tra i titolari, e in particolare l’attività di Lapelosa, che con la moglie aveva costituito altre società per eludere i controlli e le normative antimafia.

Queste aziende avevano ottenuto nel tempo molti appalti, tra cui alcune gare dell’Anas per la manutenzione sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano. Gli investigatori hanno spiegato che le indagini stanno proseguendo, ma al momento non vi sarebbe nulla a carico dell’Anas e dei suoi rappresentanti. Sulle attività di Lapelosa è stato ascoltato anche un collaboratore di giustizia, Antonio Cossidente, che ha riferito agli inquirenti il contenuto di un colloquio del 2011 con l’imprenditore, in cui si parla di “ buste, corruzione e appalti aggiudicati eludendo le leggi antimafia”.

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