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Trivelle alle Tremiti
una petizione on line

«Siamo - dice Mascia, responsabile dei Verdi - di fronte a uno straordinario esempio di partecipazione in cui i cittadini fanno sentire la propria voce per la difesa di un bene comune»

Tremiti

di GIUSEPPE ARMENISE

Basta con le contraddizioni. Sia pure smussando gli angoli dello scontro in corso tra governo e territori, il coordinamento dei parlamentari pugliesi del Partito democratico, che ieri ha incontrato il presidente della Regione, Michele Emiliano, chiederà al governo un ripensamento in merito al rilascio dell’autorizzazione, avvenuta il 22 dicembre, per l’effettuazione di prospezioni sismiche alla ricerca di petrolio sui fondali marini al largo delle coste delle isole Tremiti.
«Emiliano - dice il coordinatore, onorevole Dario Ginefra - ha avuto modo di ribadire parole di apprezzamento per le misure introdotte dalla Legge di Stabilità che hanno novellato le norme in materia di rilascio di autorizzazioni per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi». Ma quanto all’autorizzazione del 22 dicembre «sebbene relativa a un'attività - chiariscono i parlamentari pugliesi del Pd - che non comporterebbe trivellazioni e che si svolgerebbe con un passaggio di una nave oceanografica oltre le 12 miglia a largo delle coste pugliesi, per un periodo invernale di 2-3 settimane, in un'unica campagna geofisica, rischierebbe di apparire contraddittoria rispetto la volontà espressa dallo stesso legislatore con le nuove norme che regolano il settore rischiando, peraltro, di ingenerare un'allarme potenzialmente dannoso per l'economia del Turismo e della Pesca elementi traino dell'area garganica e di tutta la Puglia».

E intanto sembra consolidarsi ulteriormente la base del no alle trivelle in mare. Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi festeggia le 30mila adesioni in un solo giorno a una petizione online all’indirizzo change.org lanciata «per salvare le Tremiti, Pantelleria e i mari italiani». Le mail della petizione stanno arrivando alla casella del ministro dello Sviluppo economico al ritmo di 20 al minuto, 1200 all'ora.
«Siamo - dichiara Gianfranco Mascia, responsabile delle campagne dei Verdi - di fronte a uno straordinario esempio di partecipazione e condivisione in cui i cittadini fanno sentire la propria voce per la difesa di un bene comune, il mare, e dei paradisi italiani messi in pericolo dalle autorizzazioni del ministro Guidi». E Bonelli aggiunge:«Adesso a chiedere al governo di revocare le autorizzazioni concesse dal ministro Guidi non sono solo i Verdi e qualche ambientalista ma anche più di 30mila italiani. Rinnoviamo l’appello a Renzi affinché il governo revochi le autorizzazioni del ministro Guidi».

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