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Discarica di Trani
una bonifica in salita

Tutto nacque nel maggio 2014, quando le analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati dal pozzo P6v, evidenziarono superamenti delle soglie di contaminazione consentite

discarica di trani

Discarica di Trani

di NICO AURORA

TRANI - Servirà un aggiornamento per la conferenza dei servizi sul Piano di caratterizzazione della discarica di Trani, in vista della messa in sicurezza del sito. «Ma il percorso è avviato e tutto procede correttamente», fa sapere il sindaco, Amedeo Bottaro che ha partecipato alla prima riunione. All’incontro, peraltro, non era presente la Provincia di Barletta-Andria-Trani, che non avrebbe ricevuto il piano aggiornato in un formato tale da essere aperto e visionato in tempo utile. Peraltro la stessa Lo stesso problema lo aveva avuto anche la Regione Puglia, ma è anche vero che il ruolo della Bat è marginale, mentre la piena competenza del caso è in seno al governo pugliese.

In ogni caso, la conferenza dei servizi è avviata ed in regione si tornerà anche nei prossimi giorni, per avviare un ulteriore tavolo tecnico in merito alla messa in sicurezza della discarica. Il sindaco lo ha chiesto ed ottenuto «perché è giunto il momento - fa sapere Bottaro - di chiarire chi deve autorizzare cosa e, soprattutto, quale sarà la ripartizione dei fondi. Il Comune di Trani non può farsi carico interamente dei costi di bonifica del sito (che sono stati calcolati intorno ai 19 milioni di euro, ndr), e questi andranno sicuramente sostenuti in parte dalla Regione ed in parte, soprattutto, dai fondi della post gestione della discarica, che sono in mano all’Organismo di gestione associata».

L’emergenza discarica pertanto resta il nodo cruciale intorno al quale il Comune è chiamato ancora quasi quotidianamente a confrontarsi, ma, nel frattempo, il Piano di caratterizzazione, del costo complessivo presunto di 280.000 euro, ha iniziato il suo cammino ufficiale. La discarica, come è noto, è chiusa dal 4 settembre 2014 e sequestrata dal 15 gennaio 2015. In seguito, l’8 aprile 205, la Regione ne ha revocato l’Autorizzazione ambientale integrata.

Tutto nacque nel maggio 2014, quando le analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati dal pozzo P6v, in ottemperanza al Piano di monitoraggio e controllo, evidenziarono superamenti delle soglie di contaminazione consentite per i parametri di nitriti e metalli pesanti (ferro, manganese, nichel e arsenico). Tali superamenti sono stati confermati nelle successive ripetizioni delle analisi e, ancora oggi, molti valori oltre i limiti.

Il Piano di caratterizzazione, redatto ai sensi di legge proprio nell’ambito dello svolgimento della conferenza dei servizi prevista dallo stesso decreto legge in materia, «dovrà coordinare l’insieme delle attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali – spiega l’Amministratore unico dell’Amiu, Alessandro Guadagnuolo -, in modo da ottenere le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e/o bonifica del sito. Le attività di caratterizzazione devono essere condotte in modo tale da permettere la validazione dei risultati finali da parte delle pubbliche autorità in un quadro realistico e condiviso delle situazioni di contaminazione eventualmente emerse».

Per la cronaca, il Piano di caratterizzazione della discarica si compone delle seguenti fasi: ricostruzione storica delle attività svolte sul sito; elaborazione del modello concettuale preliminare del sito e predisposizione di un piano di indagini ambientali finalizzato alla definizione dello stato ambientale del suolo, sottosuolo ed acque sotterranee; piano di indagini ed eventuali indagini integrative necessarie alla luce dei primi risultati raccolti; elaborazione dei risultati delle indagini eseguite e dei dati storici raccolti, e conseguente rappresentazione dello stato di contaminazione del suolo, sottosuolo ed acque sotterranee; elaborazione del modello concettuale definitivo.

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