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Ilva, Camera dice sì
a decreto sulla cessione

Ilva, Camera dice sì al decreto  legge. Ora andrà al Senato

ROMA - In tempi rapidi e senza dover ricorrere alla fiducia, la Camera ha approvato con 297 a favore, 164 contrari e due astenuti, il nono decreto Ilva, uscito dal consiglio dei ministri del 4 dicembre per facilitare, ovvero accelerare «la cessione» o anche l’affitto a privati «dei complessi aziendali del Gruppo Ilva».


Da ruolo di semplice «facilitatore», il nuovo decreto (senza i clamori di quello di un anno fa, benedetto dal premier Renzi e officiato dal suo ex consigliere economico Andrea Guerra) imprime una svolta di 180 gradi alla vicenda della prima acciaieria d’Europa. Dopo un anno di tutela pubblica, l’Ilva tornerà in mano ai privati. Ma saranno dello Stato, e non più dei privati (il famoso miliardo e 200.000 euro dei Riva), i soldi che serviranno per risanare il gigante siderurgico che inquina Taranto.

Lasciati per il momento 'al futurò i fondi sequestrati ai Riva (saldamente alloggiati in conti svizzeri resi inespugnabili dall’ultima sentenza del Tribunale di Bellinzona), nel mondo 'realè arrivano subito (grazie all’art. 6-bis inserito durante il passaggio alle Commissioni riunite Attività Produttive e Ambiente) 800 milioni di euro di finanziamenti statali sui quali gli acquirenti dovranno restituire allo Stato solo gli interessi di mercato (ovvero tasso Euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread pari al 3 per cento).

Il finanziamento è destinato «a fine esclusivo» alla realizzazione del Piano Ambientale e Sanitario ma questo potrà essere «modificato» o «integrato» dai privati che subentreranno in Ilva e che avranno tempo fino al 30 giugno 2017 ( e non più fino al 4 agosto 2016) per ultimarlo.

Nello specifico, quando i futuri acquirenti (o affittuari) presenteranno il piano finanziario e industriale, contestualmente potranno chiedere (e ottenere con un dpcm) di modificare o integrare il Piano di risanamento. Il collegamento fra piano industriale e finanziario e Piano di ambientalizzazione sarà con ogni probabilità la parte più pregnante della trattativa che si instaurerà fra Commissari straordinari e l’impresa, o le imprese, interessate quando, l’11 febbraio, partirà con le «due diligence» il processo che «entro il 30 giugno 2016» porterà al «trasferimento dei complessi aziendali individuati dal programma commissariale».

Prima degli 800 milioni, «nelle more delle completamento delle procedure di trasferimento», cioè subito, arriverà per i privati un primo prestito ponte di 300 milioni di euro disposto a «favore dell’amministrazione straordinaria» con lo scopo di garantire «la prosecuzione dell’attività» contemperando «le esigenze di tutela dell’ambiente, salute e occupazione».

Questo prestito dovrà invece essere restituito «entro 60 giorni» dalla fine all’Amministrazione Straordinaria e passaggio dell’Ilva all’acquirente che dovrà «restituire allo Stato l’importo erogato maggiorato degli interessi» a valore di mercato.
Tornando al finanziamento pubblico di 800 milioni questo potrà essere richiesto dai Commissari Straordinari (600 milioni nel 2016 e 200 milioni nel 2017) in base alle necessità di ricorrervi indicate dai soggetti privati nei loro piani industriale e finanziario.

Quanto al miliardo e 200.000 euro dei Riva, un emendamento del Movimento 5 Stelle approvato in Aula li ha assicurati, in caso del loro rientro in Italia, «fino alla concorrenza dell’importo di 800 milioni» al bilancio dello Stato «a titolo di restituzione» degli 800 milioni prestati; e i rimanenti saranno destinati al fondo Bonifiche per il risanamento dei siti inquinati di Taranto e Statte. Mentre in Aula si discuteva e votava il decreto, sui social network impazzava l’immagine di un manifesto pubblicitario «I bambini di Taranto vogliono vivere" sullo sfondo i fumi notturni dell’Ilva..

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COSA CONTIENE IL DISEGNO DI LEGGE

 Ecco le disposizioni principali previste dal disegno di legge di conversione del nono decreto Ilva «Disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo Ilva». 30 GIUGNO 2016 - Termine per passaggio dell’Ilva ai privati.

30 GIUGNO 2017 - Data per ultimare il Piano Ambientale e Sanitario. Prima era al 4 agosto 2016.

PIANO AMBIENTALE MODIFICABILE - L’acquirente o l’affittuario potrà modificarlo o integrarlo chiedendo l’autorizzazione che sarà data con Decreto del presidente del consiglio dei Ministri "su proposta del ministero dell’Ambiente sentito L’Ispra e il ministero della Salute».

PRESTITO PONTE DA 300 MILIONI - Per garantire «la prosecuzione dell’attività» contemperando «le esigenze di tutela» di ambiente, salute e occupazione. Il privato dovrà restituire il prestito allo Stato, maggiorato dagli interessi di mercato "entro 60 giorni» dalla cessazione dell’Amministrazione Straordinaria.

SI AMPLIA SALVACONDOTTO COMMISSARI E DELEGATI - Dopo l’esenzione di responsabilità penale in ordine a quanto fatto per attuare il Piano ambientale e sanitario, il decreto esenta anche da quella civile per atti in deroga alla legge fallimentare.

FINANZIAMENTO DA 800 MILIONI - In base ai piani industriali e finanziari dell’acquirente (o affittuario) i Commissari potranno contrarre finanziamenti statali: fino a 600 milioni nel 2016 e fino a 200 milioni nel 2017. I finanziamenti sono destinati «a fine esclusivo» dell’attuazione del piano ambientale e sanitario.

SOSTEGNO LAVORATORI CORNIGLIANO - Aumentata del 10% integrazione al reddito dei lavoratori di Cornigliano in solidarietà.

SOSTEGNO A INDOTTO - Le aziende in crisi dell’indotto potranno accedere al fondo di garanzia anche senza i requisiti purchè abbiano un fatturato che in due esercizi (anche non consecutivi) sia stato costituito per «almeno il 50%» da forniture all’Ilva. 

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Commenti all'articolo

  • rossini

    13 Gennaio 2016 - 23:11

    Insomma chi si compra l'ILVA lo fa con i soldi che gli da lo Stato Italiano, cioè tutti noi. Ho capito bene?

    Rispondi