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Giù telefonini e alberghi
su il costo dei funerali

BARI - In aumento i trasporti, in parallelo al calo dell’acquisto delle automobili e degli altri mezzi di trasporto. Doppia velocità anche sul fronte delle telecomunicazioni. Anche morire costa un po’ di più, con il rialzo dei prezzi dei funerali. È la fotografia, in sintesi, del livello dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi principali a Bari, rientranti nel paniere Istat
Giù telefonini e alberghi
su il costo dei funerali
BARI - Accusa il colpo della crisi, ma resiste nel complesso, il settore alimentare con i suoi alti e bassi che vanno dal vino alla verdura. In aumento i trasporti, in parallelo al calo dell’acquisto delle automobili e degli altri mezzi di trasporto. Doppia velocità anche sul fronte delle telecomunicazioni. Mentre la telefonia mobile appare più conveniente, diventa più cara quella fissa. Anche morire costa un po’ di più, con il rialzo dei prezzi dei funerali. È la fotografia, in sintesi, del livello dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi principali a Bari, rientranti nel paniere Istat.

I dati sono stati raccolti dagli operatori del Comune nel mese di marzo in 885 punti vendita, ma anche presso ditte del terziario e privati cittadini (gli affitti degli appartamenti), per monitorare le variazioni rispetto al mese e all’anno precedente. Ma dietro l’andamento dei numeri, ci sono sempre e soltanto le leggi dell’economia, con tutte le considerazioni sulla recessione, oppure la statistica nasconde qualcos’altro? Prendiamo, per esempio, i prezzi degli alberghi in città. Dalle rilevazioni del Comune risulta che a marzo i costi sono in leggero aumento rispetto al mese di febbraio (0.6 punti percentuali). Messi a confronto con l’iden - tico periodo dell’anno precedente, tuttavia, si scopre che una notte in camera d’albergo costa il 10.8% in meno.

«E negli ultimi tre anni il calo è stato del 30% netto» commenta Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi delle provincie di Bari e Bat. Contemporaneamente, invece, aumentano i prezzi di una voce di consumo che nella statistica comunale vengono indicati come “servizi di alloggio in altre str utture”. «Sono i bed and breakfast che sono spuntati ovunque come funghi – tuona Caizzi – grazie ad una legislazione che li favorisce, mentre noi albergatori dobbiamo sostenere costi fissi ormai proibitivi.
Il calo dei prezzi, nel settore alberghiero è dovuto ad una concorrenza sleale – conclude Caizzi – alla quale si aggiunge il fenomeno, ancor più preoccupante, delle strutture completamente a nero che proliferano indisturbate su internet». Ma ci sono anche settori molto diversi, in cui da un anno all’altro si registrano notevoli variazioni. Come le assicurazioni (+6%), i pacchetti vacanze (+5.8), la fornitura d’acqua (+5%) il vino (+7.7%) e addirittura le patate (17%).

«In linea generale, la crisi spinge verso un orizzonte di deflazione generalizzata», commenta il professor Antonio Mastrodonato, già ordinario di Statistica economica nell’Università di Bari. «La minore richiesta di beni e servizi – aggiunge Mastrodonato - spinge i produttori ad abbassare i prezzi, pur di vendere e non ci salveranno certo le politiche di austerity».
D’accordo, sul rischio deflazione, il professor Vittorio Nicolardi, associato di Statistica economica, sempre nell’Ateneo: «Ci sono tuttavia fenomeni più complessi, come ad esempio nel settore tecnologico». Secondo il Comune, i prezzi dei telefonini sono diminuiti in un anno del 18.5%. I servizi di telefonia mobile sono calati del 10.2% e quelli fissi aumentati dell’8.7%. «I produttori spingono sulle nuove tecnologie – spiega il professor Nicolardi – come il 4G e una produzione di massa consente di ammortizzare gli investimenti più rapidamente e fare una politica dei prezzi conveniente per i consumatori». [lu. ba.]

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