Martedì 17 Luglio 2018 | 06:09

Potenza, l’Unesco boccia la Parata dei turchi

di MASSIMO BRANCATI
POTENZA - In quell’elenco Potenza non c’è. Almeno per ora. La città deve ingoiare un boccone amaro perché la «sua» festa, quella di San Gerardo, caratterizzata dalla Parata dei turchi, non ha avuto il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco. Durante l’ultimo comitato intergovernativo dell’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, che si è svolto a Baku, in Azerbaijan, la commissione ha promosso quattro popolari processioni italiane: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la festa dei Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari e la Varia di Palmi
Potenza, l’Unesco boccia la Parata dei turchi
di Massimo Brancati

POTENZA - In quell’elenco Potenza non c’è. Almeno per ora. La città deve ingoiare un boccone amaro perché la «sua» festa, quella di San Gerardo, caratterizzata dalla Parata dei turchi, non ha avuto il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco. Durante l’ultimo comitato intergovernativo dell’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, che si è svolto a Baku, in Azerbaijan, la commissione ha promosso quattro popolari processioni italiane: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la festa dei Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari e la Varia di Palmi. Eventi che appartengono alla tradizione, per i quali i rispettivi Comuni avevano avviato da anni l’iter relativo al riconoscimento. Avere l’imprimatur dell’Unesco significa poter contare su un sigillo che fa assumere una dimensione universale ad una festa gestita e celebrata da sempre a livello locale.

Potenza deve rinviare l’appuntamento ad un’altra volta, sperando di fare centro. Anche se i tempi non sono brevi. Lo dimostrano proprio le quattro processioni premiate che hanno raggiunto l’obiettivo dopo anni e anni di attesa (nel caso della festa dei Gigli di Nola la richiesta del riconoscimento era stata avanzata nel 2000).

Ci si deve armare di pazienza, insomma, avendo fiducia che prima o poi arrivi il proprio turno. Nel frattempo, magari, si dovrà intervenire sul corteo per migliorarlo, accrescerne l’appeal sul fronte turistico e, soprattutto, insistere sull’aspetto storico. Sì, perché la commissione dell’Unesco guarda soprattutto al dna di un evento, alla capacità dei suoi organizzatori di valorizzare il contesto storico e di preservarlo. Le processioni premiate ci dicono, ad esempio, che è sbagliato cambiare di anno in anno itinerari e costumi (com’è accaduto a Potenza), «agganciarsi» a questo o a quello studio, inserire di punto in bianco elementi non suffragati da accreditate ricostruzioni storiche. Ma, soprattutto, non vivere in maniera totalizzante la festa come, invece, accade a Viterbo, Nola, Sassari e Palmi - i centri premiati - dove il corteo storico da decenni si è scrollato di dosso polemiche e critiche (spesso strumentali) per diventare un momento di unione e condivisione cittadina.

Insomma, al nuovo sindaco di Potenza, quello che uscirà dalle urne di maggio prossimo, il compito di creare le condizioni perché il sogno del riconoscimento dell’Unesco si avveri. Un sogno cominciato a dicembre del 2012 quando il primo cittadino uscente, Vito Santarsiero, con la condivisione ed il sostegno del Comitato tecnico-scientifico della Storica Parata dei Turchi e del prof. Franco Salvatori, presidente della Società Geografica Italiana e Accademico dei Lincei, avanzò la candidatura. «Consideriamo un risultato importante – disse Santarsiero annunciando la domanda per il riconoscimento - aver avviato la procedura e siamo fiduciosi per l’esito finale. La Parata rappresenta un evento di grande rilevanza radicato da secoli nella nostra comunità. Le sue caratteristiche, la sua identità, i suoi precisi riferimenti storici e culturali ne fanno una rappresentazione di interesse generale la cui salvaguardia e tutele è interesse ormai della intera comunità nazionale e internazionale. Non è un caso - concluse Santarsiero - che sia stata non solo premiata dal Ministero del Turismo nel 2011 ma sia stata oggetto di grande attenzione da parte di eminenti personalità della cultura nazionale quali il prof. Salvatori che ha condiviso e sollecitato la candidatura». Candidatura, per il momento, bocciata.

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