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Om Carrelli, sindacati:
non arbitri ma soluzioni

BARI – "Non abbiamo più bisogno di arbitri, ma di partigiani che trovino soluzioni con noi". I segretari provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil fanno il punto sulla vertenza della Om Carrelli all’indomani della sentenza del tribunale di Bari che ha rigettato il ricorso proposto dai sindacati baresi per condotta antisindacale dell’azienda Kion, proprietaria dello stabilimento. I sindacati lanciano un appello alle istituzioni locali e nazionali, Regione e ministero dello Sviluppo economico, per risolvere la vertenza, iniziata quasi due anni fa, che rischia di mettere per strada le famiglie dei 224 dipendenti
Om Carrelli, sindacati:
non arbitri ma soluzioni
BARI – "Non abbiamo più bisogno di arbitri, ma di partigiani che trovino soluzioni con noi". I segretari provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil fanno il punto sulla vertenza della Om Carrelli all’indomani della sentenza del tribunale di Bari che ha rigettato il ricorso proposto dai sindacati baresi per condotta antisindacale dell’azienda Kion, proprietaria dello stabilimento.

I sindacati lanciano un appello alle istituzioni locali e nazionali, Regione e ministero dello Sviluppo economico, per risolvere la vertenza, iniziata quasi due anni fa, che rischia di mettere per strada le famiglie dei 224 dipendenti.

Annunciando che daranno mandato ai propri legali di impugnare la sentenza, i sindacalisti delle tre sigle lamentano l'interruzione delle trattative. "Nel giugno 2012 – ricordano - ci eravamo dati un percorso lineare, che prevedeva la cassa integrazione straordinaria per due anni, il trasferimento del 30 per cento dei lavoratori in altre sedi aziendali in Italia e all’estero e la reindustrializzazione del sito della zona industriale di Bari. Nessuna di queste tappe è stata rispettata".

"Tutti – continuano i sindacalisti – si erano impegnati per non perdere quel patrimonio industriale ma gli impegni presi in sede ministeriale non sono stati mantenuti". I rappresentanti dei lavoratori incontreranno la Regione il prossimo 17 dicembre anche se, fanno sapere, "non ci è giunta alcuna convocazione ufficiale, solo una telefonata". "Vogliamo ricordare alla politica – concludono – che lo Stato dovrebbe rappresentare i cittadini e garantire la responsabilità sociale delle aziende. Speriamo che il 17 la Regione annunci un’iniziativa, una soluzione da proporci".

Intanto, il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento continua ad oltranza e sta organizzando iniziative in vista delle prossime festività natalizie.

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