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Sesta provincia
il buco nero
è il sistema lavoro

BARLETTA - «Il recente Rapporto di Euro*IDEES sull’andamento dell’occupa - zione nei 44 Sistemi Locali del Lavoro (SLL) della Puglia evidenzia che il Sistema Locale del Lavoro di Barletta -comprendente anche i comuni di Andria, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani e Trinitapoli - è quello che, dopo la grande crisi mondiale scoppiata nel 2008, ha registrato a livello pugliese la più grave perdita di occupazione: oltre 17mila posti di lavoro, pari a -16%»
Sesta provincia
il buco nero
è il sistema lavoro
BARLETTA - «Il recente Rapporto di Euro*IDEES sull’andamento dell’occupa - zione nei 44 Sistemi Locali del Lavoro (SLL) della Puglia evidenzia che il Sistema Locale del Lavoro di Barletta -comprendente anche i comuni di Andria, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani e Trinitapoli - è quello che, dopo la grande crisi mondiale scoppiata nel 2008, ha registrato a livello pugliese la più grave perdita di occupazione: oltre 17mila posti di lavoro, pari a -16%». Lo sottolinea Emmanuele Daluiso, vice presidente Euro* IDEES - Bruxelles.

IL TERZO SISTEMA PUGLIESE -«Il dato - aggiunge Daluiso - è particolarmente rilevante poiché il Sistema Locale del Lavoro di Barletta è il terzo Sistema Locale del Lavoro pugliese per dimensione, dopo Bari e Taranto, i quali, a loro volta, hanno subito perdite più limitate: Bari ha perso poco più di 7 mila posti di lavoro (-3,4%); Taranto ne ha persi circa 700 (-0,6%). Anche il SLL di Bisceglie, che comprende anche Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, ha registrato un rapido declino dopo la crisi del 2008, con una perdita di oltre 7 mila posti di lavoro, che in termini percentuali (-13%) è il peggior secondo dato pugliese. A nord di Bari tiene il SLL di Corato, comprendente Ruvo di Puglia, che ha registrato un incremento di 500 posti di lavoro (+1,8%), ma nell’insieme i tre SLL di Barletta, Bisceglie e Corato, che in qualche modo sono tra loro interdipendenti, hanno subito una perdita complessiva di oltre 24 mila posti di lavoro. Il nord barese è diventato dunque,dopo la crisi del 2008, il vero buco nero del mercato del lavoro pugliese, che nel suo insieme ha registrato una perdita di circa 49 mila posti di lavoro (3,8%): circa la metà dei posti di lavoro persi in Puglia sono attribuibili al pessimo andamento del sistema produttivo del nord barese. La perdita attribuibile all’intera provincia Barletta, Andria, Trani (SLL di Barletta più il comune di Bisceglie) è stimabile in circa 20 mila posti di lavoro».

NULLA DI BUONO - E poi: «Il 2013 non dovrebbe registrare a fine anno nulla di buono. A livello nazionale l’ISTAT ha registrato da gennaio a settembre una perdita di circa 300 mila posti di lavoro e le previsioni più recenti di crescita del PIL a fine danno un -1,8%, che segue il -2,2% del 2012, porterebbero tale dato a lievitare ulteriormente. Questo significa che il SLL di Barletta e di Bisceglie dovrebbero registrare a fine 2013 un ulteriore sensibile diminuzione dei posti di lavoro e per l’intera Barletta, Andria, Trani potrebbe prospettarsi una perdita di circa 8 mila posti di lavoro, che porterebbe la perdita complessiva post 2008 a circa 28 mila posti di lavoro».

LA CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI LOCALI - Ancora: «Ai fini di una interpretazione complessiva della dinamica dei 44 Sistemi Locali del Lavoro pugliesi, il Rapporto Euro*IDEES ha elaborato la mappa di tali sistemi in base alla loro densità occupazionale nel 2004 e alla dinamica occupazionale tra il 2004-2012. Il 2004 è l’anno di inizio della serie dei dati ISTAT sulle forze di lavoro articolata a livello territoriale. Tale mappa, costruita prendendo a riferimento i dati medi regionali, mette in evidenza i seguenti dati: 11 SLL sono classificati come “SLL vitali” e sono i sistemi che nel 2004 avevano una densità occupazionale superiore alla media regionale e che nel periodo 2004-2012 hanno registrato un incremento ulteriore di occupazione. Questo gruppo comprende i SLL di Bari, Monopoli, Rutigliano, Ginosa, Corato, Ostuni, Gioia del Colle, Putignano, Ceglie Messapica, Fasano, Altamura; 10 SLL sono classificati come “SLL in via di sviluppo” e sono i sistemi che nel 2004 avevano una densità occupazionale più bassa rispetto alla media regionale, ma che fra il 2004 e il 2012 hanno visto crescere l’occupazione. Si tratta dei SLL di Taranto, Foggia, Nardò, Maglie, Vieste, Francavilla Fontana, Manduria, Cerignola, Ascoli Satriano, Gallipoli; 8 SLL sono classificati come “SLL in declino” e sono i sistemi che nel 2004 avevano una densità occupazionale superiore alla media regionale, ma che hanno registrato fra il 2004 e il 2012 una perdita di posti di lavoro. Questo gruppo comprende Lecce, Brindisi, Melendugno, Otranto, Alessano, Bisceglie, Casarano, Tricase; 15 SLL sono classificati come “SLL non vitali” e sono i sistemi che nel 2004 avevano una densità occupazionale inferiore alla media regionale e che hanno continuato a perdere occupazione fra il 2004 e il 2012. Si tratta dei SLL di Barletta, Manfredonia, Veglie, San Pietro Vernotico, Galatina, Presicce, Copertino, Taviano, Lucera, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, San Severo, Apricena, Cagnano Varano, Bovino. Tale mappa cambia volto se anziché prendere a riferimento i dati medi regionali si prendono a riferimento quelli medi nazionali»

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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