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Marò: settimana chiave
in attesa di "buone notizie"

NEW DELHI – La tormentata vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, da quasi 21 mesi bloccati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, entra domani in una settimana da molti considerata 'chiavè, tale da poter perfino magari sbloccare l’impasse e facilitare finalmente la chiusura delle indagini da parte della polizia investigativa indiana Nia. Quello che c'è di sicuro è che l’inviato del governo Staffan de Mistura sarà in audizione mercoledì prossimo alle 10 davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa del Senato. Un appuntamento che servirà ai senatori per avere le ultime notizie sul caso ma anche, ha rilevato il ministro degli Esteri Emma Bonino, a "dare buone notizie"
Marò: settimana chiave
in attesa di "buone notizie"
NEW DELHI – La tormentata vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, da quasi 21 mesi bloccati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, entra domani in una settimana da molti considerata 'chiavè, tale da poter perfino magari sbloccare l’impasse e facilitare finalmente la chiusura delle indagini da parte della polizia investigativa indiana Nia.

Quello che c'è di sicuro è che l’inviato del governo Staffan de Mistura sarà in audizione mercoledì prossimo alle 10 davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa del Senato. Un appuntamento che servirà ai senatori per avere le ultime notizie sul caso ma anche, ha rilevato il ministro degli Esteri Emma Bonino, a "dare buone notizie".

"Ho chiesto io a nome del governo di poter essere ascoltato - ha detto oggi De Mistura all’ANSA – per avere l’occasione di illustrare al Parlamento la situazione, quanto abbiamo fatto e quanto stiamo facendo".

De Mistura, che fa la spola fra Roma e New Delhi fin dai primi giorni della crisi, raggiungerà la capitale indiana nuovamente sabato 16 novembre e resterà vari giorni per continuare a stimolare le autorità indiane a rispettare le promesse da loro fatte alla Corte Suprema di "un iter trasparente e rapido" per giungere ad un chiarimento definitivo dell’accaduto e delle reali responsabilità dei marò.

Una volta infatti che la Nia avrà messo la parola fine al suo rapporto sui presunti capi di imputazione di cui devono rispondere Latorre e Girone, il dossier dovrà essere girato ad un giudice che lo esaminerà e poi avvierà, se lo riterrà fondato, un processo che dovrà svolgersi su base quotidiana.

E perchè questo avvenga, gli inquirenti indiani ritengono imprescindibile ascoltare gli altri quattro marò (Renato Vogliono, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) che pure erano a bordo della 'Enrica Lexiè al momento dell’incidente il 15 febbraio 2012, chiedendo loro di presentarsi a New Delhi. Ma il governo italiano ha opposto alla richiesta un fermo no, offrendo alcune opzioni alternative che per molte settimane le autorità indiane hanno rifiutato di prendere in considerazione.

Ma ora, e qui si entra nelle indiscrezioni stampa di fonte italiana raccolte di recente da Repubblica, il ministero dell’Interno indiano avrebbe ammorbidito il suo atteggiamento accettando la possibilità di un interrogatorio dei quattro militari da parte di un inquirente italiano nell’ambasciata indiana a Roma, a cui gli investigatori della Nia potranno assistere in videoconferenza.

Quando? Domani 11 novembre, ha ipotizzato lo stesso quotidiano romano, utilizzando però un prudente condizionale. Fonti vicine alla vicenda consultate dall’ANSA hanno ammesso che questa versione "è plausibile" e che quindi, a meno di intoppi clamorosi, l’ostacolo dell’interrogatorio dei quattro dovrebbe essere superato.

Ma il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbarrudin, ha risposto mercoledì scorso che il governo non aveva ancora preso una decisione. "Al momento ci sono delle opzioni sul tavolo che stiamo esaminando attentamente. Quando una di esse sarà stata scelta – ha concluso – lo comunicheremo".

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